Transizione 1988

CECOSLOVACCHIA 1968-1988. ALCUNE TESI SUI «SILENZI DELLA STORIA»

Vàclav Slavik *

I. Le tesi qui esposte non possono affrontare tutti gli aspetti che la tematica imporrebbe. Ricorrendo all'attuale terminologia, voglio però soffermarmi soprattutto su alcuni «spazi bianchi» del periodo citato. Prima di entrare nel merito ritengo tuttavia accessorio rin graziare i numerosi autori che si occupano in maniera appro fondita e stimolante del «Nuovo Corso» del PCC della primavera del 1968. Cito la Rivoluzione interrotta cecoslovacca di Harold Gordon Skilling**. Non conosco lavoro più obiettivo e più genera le di questo. In particolare, meritano attenzione: il dualismo del comuniSmo e dei dirigenti cecoslovacchi; l'accordo e i contrasti tra lo spirito democratico cecoslovacco, gli interessi nazionali e le parole d'ordine di Mosca. Le singole idee e le aspirazione dei comunisti cecoslovacchi alla vigilia e nel corso della primavera cecoslovacca maturarono e si definirono anche sotto l'influsso della corrente di pensiero del PCI. Soprattutto ad essa dobbiamo alcuni stimoli determinati per la formazione delle idee su questioni cruciali come il socialismo e la democrazia. In questo senso mi riferisco innanzitutto all'opera di Antonio Gramsci, e quindi alla teoria e alla pratica del PCI dopo il XX Con ­ * Dal 1968 al 1969 membro della Segreteria e della Presidenza del PCC. Espulso dal partito nel 1969, dal 1970 ha lavorato come operaio. Oggi è in pensione. **Si tratta del volume di Harold Gordon Skilling, «Thè Czechoslovakia's Inter- rupted Revolution», Princeton University Press, 1976 (n.d.c.).

75

Made with FlippingBook Ebook Creator