Transizione 1988

tratte dal Programma d'Azione del PCC e dal libro di Mihajl Sergeevic Gorbacèv, Perestrojka, il nuovo pensiero per il nostro paese e per il mondo*. Inoltre si sono riportati i brani del rapporto di Milos Jakes «Per il lavoro del partito nelle condizioni della ri strutturazione del meccanismo economico e dello sviluppo della democrazia socialista». Spetta al lettore collocare i passaggi corrispondenti nel con testo del processo di trasformazione della Cecoslovacchia del 1968 e di oggi. Lo stesso vale per la ristrutturazione in URSS, che è in corso già da tre anni. La similitudine dei punti di partenza, del le intenzioni e degli obiettivi è evidente. Solo le frasi relative a quanto «non possiamo ammettere» ricor dano il periodo precedente al 1968. Anche allora «non si ammette vano» molte cose: ma il processo di sviluppo procedette in tutt'al- tra direzione. Come non ricordare le parole del Memoriale di Jalta di Paimiro Togliatti? In esso si chiedeva perché lo sviluppo nei paesi socialisti veniva sempre descritto come un successo e, aH'improwiso, si verificava una situazione catastrofica. Da questi ben noti feno meni di crisi (non solo in Cecoslovacchia, Polonia e Ungheria) ne discendeva in maniera univoca che nulla si può scongiurare con le parole. Si potrebbe completare ed estendere questa argomentazione. Ad esempio, nel modo seguente: «C'è somiglianza nel ritenere indispensabile ricostruire dalle fondamenta l'intero sistema di direzione economica, ristrutturan do profondamente il meccanismo in vigore sulla base di un effica ce rapporto fra piano e mercato, nelle condizioni del socialismo. C'è una somiglianza nello stimolare l'iniziativa e nel soddisfare gli interessi pluralistici delle organizzazioni socialiste di massa, cultu rali e di altro tipo, attive nella società. C'è somiglianza nella neces sità di cogliere e definire norme e prassi di giustizia sociale quoti diana nel rispetto degli interessi sociali ed economici singoli, collettivi e dell'intera società. C'è somiglianza nell'idea di demo cratizzare appieno il partito e la società, di stimolare l'impegno generale (anche politico) e l'iniziativa delle masse lavoratrici, di utilizzare tutte le risorse e i vantaggi offerti dal socialismo in quanto opzione più attraente per il futuro della civiltà.» (Alexander

* Edito in Italia per i tipi della Mondadori, Milano, 1987 (n.d.c.).

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