Transizione 1988
nomico, culturale e sociale? Questo non significa che io, così come i miei compagni elamici, staremo passivamente ad aspettare. In tendiamo proseguire la nostra attività nelle forme più diverse. Oggi, come ieri, seguendo le opinioni, i pareri dei lavoratori del nostro paese. Riferirsi alle varie ricerche sull'opinione pubblica, alle indagini demoscopiche e ad altri sondaggi attuati nel 1968, prenderebbe troppo spazio in queste tesi. Non voglio però sopravvalutare tali metodi di lavoro, che, negli anni 1967-1968, cominciarono nuova mente ad essere utilizzati. Le stesse sessioni del Plenum del CC del PCC del 1967 si svolse ro partendo dalla constatazione secondo cui la fiducia nel ^CC sta va piuttosto calando. Ad esempio, nel sondaggio svolto tra gli o- perai e i tecnici della fabbrica Skoda di Plzefl, addirittura l'80% degli intervistati rispose che, rispetto a dieci anni prima, la fiducia era sostanzialmente calata. Nello stesso periodo ciò fu constatato in più del 40% dei funzionari dell'attivo della regione morava meridionale. Nel periodo compreso fra il gennaio e l'agosto 1968 si acqui sirono molte cognizioni. A luglio, ad esempio, in un clima partico larmente delicato dal punto di vista politico (ci fu allora lo scambio di lettere tra i «cinque» del Patto di Varsavia e il CC del PCC), un sondaggio rivelò che il 54% degli intervistati considerava il Partito Comunista in grado di garantire lo sviluppo del socialismo e della democrazia. Nello stesso tempo, il 44% riteneva che non esistesse un'altra forza politica capace di garantire uno sviluppo simile. Nel motivare le risposte, la suddivisione delle opinioni era grosso mo do la seguente: il 14% evidenziava esclusivamente il ruolo del Par tito Comunista, il 22% riteneva che nel paese non ci fosse nes- sun'altra organizzazione capace di realizzare il compito prefis sato, il 13% sosteneva che fra i partiti del Fronte Nazionale solo quello comunista appariva in grado di realizzare la trasformazione socialista e democratica del paese, pur indicando la necessità di epurarlo di alcune sue personalità. Citiamo ancora i risultati di un'altro sondaggio d'opinione, se condo il quale il 95% delle risposte esprimeva (pur con diverse sfumature) una valutazione positiva delle trasformazioni avviate a partire dal gennaio 1968; la maggioranza, inoltre, aveva eviden ziato, al primo posto, il ruolo dirigente del «rinnovato» PCC come garanzia preferita per la realizzazione della democrazia socialista.
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