Transizione 1988
Proprio questa volontà popolare superò anche la pressione di retta espressa dall'intervento. Oltre a ciò, infatti, bisogna approfondire l'analisi sia del perio do compreso fra gli otto mesi trascorsi da gennaio ad agosto, sia delle vicende successive, quando i «normalizzatori» non riusci rono a realizzare i loro piani regressivi. La risoluzione di novem bre costituì ancora una sintesi del Programma d'Azione del PCC; un mese dopo, sotto 1'incalzare degli operai, il CC accettò il dise gno di legge sull'impresa e sui consigli dei lavoratori. Il Plenum del gennaio 1969 rese omaggio — parole del comunicato — alla memoria e al sacrificio di Jan Palach, mentre erano in corso gli scioperi degli studenti e si mantenevano inalterati i legami d'ami cizia tra fabbriche e facoltà... Ritornò la minaccia di incalcolabili conseguenze come risul tato della pressione espressa con l'intervento. Sì, il finale è noto. Arrivò una «nuova dirigenza», cominciarono le purghe nel partito e si propagò la frustrazione nella società. La responsabilità delle vicende successive del paese, fu espressione di ben determinate situazioni. * * * Perché oggi, a ventanni dall'intervento e dopo quasi venti anni di «normalizzazione e di consolidamento riusciti», almeno ufficial mente, sono tanto necessarie ristrutturazione e democratizza zione? E gli otto mesi del 1968 possono in qualche modo minac ciare questi risultati ventennali? Verso quale obiettivo bisogna «mettere in movimento la società»? E come si può ritenere che il PCC rappresenti questo movimento? Specialmente oggi, quando nelle riunioni viene tutto preparato e organizzato in anticipo. I membri del massimo organo del Partito Comunista, però, non di scutono dei problemi dell'intero Stato, della politica che soffoca l'intera società o di quella che le sarebbe necessaria, essi inviano piuttosto direttive alla organizzazioni inferiori e a quelle peri feriche. .. Si potrebbero citare altri «spazi bianchi» nell'attività e nel mo vimento di una struttura che continua ad usurpare il diritto di par lare di tutto. Di decidere su tutto. In questa situazione, sarà difficile che qualcun altro si faccia carico delle responsabilità. Non si può solamente parlare delle differenze tra il partito politico e lo Stato. Non si può neppure rimproverare alla gente di essersi «distaccata» dallo Stato. Non si tratta, piuttosto, del fenomeno inverso? 86
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