Transizione 1988
russa, della rivoluzione d ’ Ottobre. Si tratta di un sintomo molto significativo dell ’ emergere tra i dirigenti sovietici della consapevo lezza dei limiti storici dell ’ esperienza politica dell ’ URSS, suscettibi le di dar luogo, anche in questo paese, ad una riconsiderazione dell ’ intero tema del rapporto tra la politica interna del PCUS dopo il 1917 e la politica del movimento comunista, tra la sua effettiva natura sociale e nazionale e quella politica e internazionale. I con traccolpi sul sistema ideologico ufficiale di questa tendenza di pen siero possono rivelarsi massicci, favorendo l ’ adeguamento della dottrina e della coscienza politica dei comunisti sovietici alle reali condizioni nelle quali hanno avuto luogo la rivoluzione ed i suoi sviluppi. Non sarebbe altrettanto positivo, tuttavia, se il progressi vo diffondersi di tale consapevolezza contribuisse a respingere su di un piano secondario il problema della dimensione ideale delle scel te compiute sotto la direzione di Stalin e della struttura storica mente determinata dell ’ idealità socialista che allora quelle scelte sorresse. Anche la politica estera ed il peculiare internazionalismo dello stalinismo hanno costituito parti integranti di quel «blocco storico». La formazione di un modello economico e politico si accompagnò e fu in parte notevole legittimata da una certa perce zione della situazione internazionale nella quale aveva luogo il processo di costruzione del socialismo in URSS e confermò e svi luppò un ’ idealità socialista con particolari tratti storici. La linea sostanzialmente isolazionistica imboccata dall ’ URSS dopo il 1928 era, a suo modo, coerente con la scelta di collettiviz zare e di industrializzare con quei ritmi e stabiliva con essa, è stato osservato, una sorta di circolo vizioso. L ’ industrializzazione stali niana era legata ad una percezione della posizione dell ’ URSS nel mondo come fortezza assediata da forze egualmente ed irrimedia bilmente ostili e fu largamente giustificata con il pericolo di una qualche forma di combinazione aggressiva dall ’ esterno ai suoi dan ni. Un ’ analisi più adeguata e differenziata dei rapporti internazio nali e degli interessi degli Stati e delle forze sociali in campo avrebbe potuto consentire anche l ’ elaborazione di una diversa poli tica economica e sociale all ’ interno. In particolare, essa avrebbe potuto indurre l ’ URSS a ricercare garanzie alla propria sicurezza in una linea diplomatica più attiva e coraggiosa, intesa alla creazione di un vero sistema di sicurezza collettiva. L ’ URSS staliniana cercò, invece, meramente di scongiurare la possibilità di un coinvolgimen to in eventuali conflitti armati. Essa si limitò al proprio rafforza mento economico e militare (uno sforzo che ebbe un successo
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