Transizione 1988
na politica. Dopo la Rivoluzione il significato del termine si è molto ampliato, fino ad indicare l ’ intera piramide sociale al di sopra della classe operaia e dei contadini (gli sluzhashchie, i cosiddet ti « colletti bianchi »). Uno degli slogan tradizionali delle sfilate del Primo Maggio pone V intelligentsia tra i pilastri della società sovietica: « Lunga vita all ’ indistruttibile alleanza della classe ope raia, dei contadini delle aziende collettive e della intelligentsia del popolo». In questa accezione estesa, l ’ intelligentsia oggi comprende molti milioni di famiglie (circa un quarto dell ’ intera forza-lavoro, secondo quanto affermato da Brezhnev nel 1981) 4 . Tuttavia, l ’ intelligentsia sovietica moderna presenta al suo in terno distinzioni assai nette, U intelligentsia « creativa », che com prende tutti coloro che operano in campo letterario, artistico e scientifico, è l ’ erede diretta delle tradizioni dell ’ zzzteZZzgetftó# nove centesca, della quale riprende la devozione al mondo delle idee e della cultura e la propensione all ’ indagine critica. L ’ intelligentsia « tecnica », invece — il cui percorso formativo è orientato all ’ ac quisizione delle conoscenze industriali e manageriali indispensabili alla vita moderna e che costituisce un gruppo assai più vasto — affonda le proprie radici nel processo di occidentalizzazione della vita produttiva e materiale avviato nel paese alla fine del secolo XIX. In effetti, è questa oggi la vera classe media sovietica, gli uomini con le valigette che affollano ogni giorno le strade di Mosca. Infine, la base più estesa intelligentsia è costituita dagli impiegati e da coloro il cui lavoro richiede un certo livello di istruzione e che per questo si distinguono dagli operai veri e propri (rabochie'). La chiave per la conquista di un certo status sociale e del successo individuale è stato ed è ancora oggi il livello di istruzione. Un ’ ulteriore distinzione all ’ interno deH ’ zzzteZZzg^tózz passa at traverso l ’ identità nazionale, anche se dal periodo della Rivoluzione gli intellettuali provenienti dalla regione del Baltico, dall ’ Ucraina e quelli di origine ebrea sono stati bene assimilati nella vita politica e culturale del paese, movimento rivoluzionario compreso. La cultura (in particolare la letteratura e la storia) ha sempre costituito un elemento fondamentale della sensibilità nazionale, e l ’ intelligentsia appartenente alle minoranze ha sopportato il peso maggiore della repressione centralizzatrice in era sovietica. Per evidenti limiti di spazio, tuttavia, in questa sede prenderemo in considerazione solo l ’ intelligentsia russa — o quella ad essa assimilata — salvo le eccezioni esplicitamente citate.
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