Transizione 1988
LA SINISTRA E LE RIFORME IN EUROPA ORIENTALE
Jiri Pelikàn *
Prima di tutto vorrei ringraziare i compagni dell'istituto Gram sci e della Fondazione Nenni per aver preso questa iniziativa po litica e in particolare l'istituto Gramsci Emilia-Romagna per l'or ganizzazione eccellente e l'ospitalità. Il tema «La Sinistra e le riforme in Europa orientale» è di grande attualità. Chi segue gli avvenimenti in questa parte d'Europa negli ultimi tempi si rende conto che tutta l'Europa dell'Est è in movi mento, dall ’ URSS aH'Ungheria, alla Polonia ed alla Jugoslavia. La nuova politica di Gorbacèv offre più spazio all'autonomia e di conseguenza anche alla differenziazione tra paesi del blocco sovietico: basta riferirsi alle differenze tra i regimi della Romania e dell'Ungheria oppure tra la Germania Democratica/RDT/ e la Polonia. Si può dire che questi paesi si dividano in due blocchi: quelli che appoggiano le riforme di Gorbacèv e tentano d'appli- carle nelle condizioni specifiche di ciascun paese e quelli che si oppongono a questa tendenza, anche se non lo dichiarano aper tamente. Ma nonostante queste differenze tutta l'Europa centrale e dell'Est si trova di fronte ad una alternativa drammatica: o i gruppi dirigenti di questi paesi avranno il coraggio politico di attuare radicali riforme sul piano economico e politico, o dovranno af frontare esplosioni spontanee del malcontento popolare e spinte nazionalistiche. Non c'è dubbio che la Sinistra europea debba appoggiare la * Parlamentare europeo del gruppo socialista. All'epoca della primavera di Praga» era direttore generale della Televisione cecoslovacca.
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