Transizione 1988
Occorre sottolineare un ’ ulteriore caratteristica A^Wintelligen- tsia, comune ai paesi in fase di sviluppo. Mi riferisco a quella che ho definito la « svMÌ-intelligentsia », comprendente coloro che, pur aspirando allo status di intellettuali, non ne presentano le caratte ristiche intrinseche dal punto di vista creativo o tecnico. È in questo ambiente che si sono sviluppate le correnti rivoluzionarie più estremiste, e le sue caratteristiche pseudo-intellettuali, in parti colare il suo attaccamento dogmatico all ’ ideologia, hanno dato un ’ impronta particolare al regime comunista fin dalla Rivoluzione 5 . Il problema fondamentale è però se Vintelligentsia possa essere considerata una classe in sé o semplicemente il servitore di altre classi. La scuola di analisi neo-marxista — a partire dalla Rivolu zione tradita di Trotsky e prima ancora dai brillanti articoli scritti in esilio da Christian Rakovsky nel 1928-1930 6 — presenta l ’ inte ra struttura burocratica sovietica costituita da funzionari, manager e specialisti come « una grande classe di dirigenti », che esercitano al posto della borghesia sconfitta il controllo della proprietà statale invece del capitale privato. Gli anarchici, ed in particolare il polac co Jan Mahajski, polemizzando con i marxisti nel periodo prece dente alla Rivoluzione russa, sostennero addirittura la possibilità che la rivoluzione socialista potesse tradursi nel dominio della classe dei lavoratori dell ’ intelletto su quella dei lavoratori manua li 7 . Questa tesi, divulgata da James Burnham, Bruno Rizzi e Milo- van Djilas 8 è divenuta di moda tra molti autori, ad Est come ad Ovest 9 . Antonio Carlo ha così sintetizzato la formula neo-marxi sta: « un dominio sistematico attraverso la proprietà collettiva, di una classe politico-burocratica centralizzata » 10 Luca Meldolesi ha addirittura fatto risalire l ’ origine del concetto di dominio della classe manageriale a Saint-Simon 11 . Questa teoria di una classe dirigente burocratico-manageria- le-intellettuale non convince coloro che sottolineano come Vintelli gentsia sovietica (o una sua gran parte) sia costretta ad agire sotto l ’ oppressiva autorità dell ’ apparato di partito. Chiaramente, dal punto di vista politico questa classe si divide in due gruppi, uno di dimensioni minori dotato di potere ed un altro, assai più ampio, con funzioni specialistiche. Questo contrasto è stato bene espresso da Svetozar Stojanovic nei termini di una distinzione tra « classe dirigente » e « classe dominante », distinzione valida tanto per le società borghesi quanto per quelle socialiste 12 . Nel caso dell ’ Unio- ne Sovietica, la classe dirigente è la nomenklatura controllata dal
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