Transizione 1988

centinaia di migliaia di famiglie, ebbero effetti devastanti sull ’ intera classe colta, dal punto di vista non solo della sua incidenza numeri ca ma anche dei suoi rapporti con il potere e delle sue condizioni di vita. Nei primi anni dopo la vittoria, tra i Bolscevichi si sviluppò un grosso dibattito sull ’ atteggiamento da tenere nei confronti dell ’ zzz- telligentsia ormai sgominata. Gli ultra-radicali, capeggiati da Ale xander Bogdanov (egli stesso appartenente all ’ ala creativa dell ’ zzz- telligentsia, come filosofo, economista e scienziato), proponevano di fare tabula rasa di tutta l ’ eredità della civiltà borghese per coltivare una nuova cultura proletaria — di qui il nome dell ’ orga nizzazione da loro creata per diffondere la cultura tra i lavoratori ed elevare le loro aspirazioni, « Proletkult ». I pragmatici, compre si Lenin e Trotsky, riconoscevano che la nuova Russia non avrebbe potuto progredire senza l ’ apporto dell ’ z/zteZZzgtfzztótz tecnica e, no nostante le proteste dei radicali, iniziarono a reclutare « specialisti borghesi » al servizio dello Stato sovietico in ogni settore, dall ’ in gegneria industriale agli alti comandi militari. Ciononostante, la dittatura comunista, come ha osservato Vittorio Strada, si risolse in un ’ « inversione del rapporto tra politica e cultura », con la tra sformazione di quest ’ ultima in « uno strumento di manipolazione e di controllo » 14 . L ’ avvento della NEP, nel 1921, segnò l ’ inizio di una tregua nella lotta tra il regime sovietico e ciò che rimaneva dell ’ zzzteZZz- gentsia. Negli ultimi articoli del 1922-23, Lenin sottolineò la ne cessità nel lungo periodo di una « rivoluzione culturale » che ele vasse il livello culturale delle masse russe, e favorisse allo stesso tempo l ’ utilizzo delle capacità à^intelligentsia. Grazie alla disten sione « termidoriana » della NEP, Vtritelligentsia creativa potè go dere di quasi un decennio di rinnovata creatività modernistica e di pensiero speculativo e continuò con entusiasmi ancora maggiori i movimenti culturali del periodo prebellico. In una famosa risolu zione del 1925, il Comitato centrale del Partito comunista, pur riservandosi il diritto immancabile di giudicare il contenuto di classe delle opere artistiche, riconobbe le virtù della « libera con correnza di diversi gruppi e tendenze » sulla scena culturale. Tut tavia un preannuncio di ciò che sarebbe accaduto in seguito fu il sostegno dato a livello ufficiale allo sviluppo di una nuova intelli- gentsia « parallela », attraverso organizzazioni come l ’ Accademia comunista e l ’ istituto dei Professori Rossi, e alla pretesa dei gruppi

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