Transizione 1988

radicali nei diversi settori intellettuali di rappresentare il vero approccio marxista. Nel 1929 la vita intellettuale sovietica venne nuovamente sconvolta dalla dittatura post-rivoluzionaria imposta da Stalin. La Rivoluzione staliniana, paragonabile, secondo molti commentatori, ad una sorta di bonapartismo (o « cesarismo » come preferisce chiamarlo Giuseppe Boffa 15 ) sovietico, costituì il vero punto di avvio del controllo totalitario dello stato-partito sull ’ economia e la vita intellettuale. Dal 1929 al 1932, la scena culturale fu dominata dalle tendenze ultra-radicali, ed i rappresentanti del pensiero « borghese » in tutte le arti — storia, filosofia, ecc. — furono costretti al silenzio o messi in prigione in nome della lotta di classe. I gruppi marxisti dogmatici ricevettero V imprimatur del partito come gli unici rappresentanti del partiinost — lo spirito di partito — nei diversi settori culturali. Alcuni ex-discepoli di Bog- danov, ed in particolare lo storico M.N. Pokrovsky, ebbero un ruolo determinante nell ’ affermazione di ciò che essi ritenevano l ’ arte e la verità di classe. Una volta stabilito il principio della supremazia del partito nella vita scientifica e culturale, ed insieme i meccanismi necessari alla sua traduzione nella pratica, furono promossi diversi interventi tesi a trasformare notevolmente il contenuto dell ’ attività intellet tuale. Queste iniziative, avviate nel 1932 in campo letterario e proseguite poi fin verso il 1936 nei diversi settori della cultura e del pensiero sociale, sono state finora prese in scarsa considerazio ne. Sotto la copertura di parole d ’ ordine marxiste-leniniste, gli esponenti delle tendenze ultra-rivoluzionarie in ogni settore cultu rale vennero sottoposti a purghe sistematiche e rimpiazzati dai portavoce di una linea estremamente tradizionalista in ogni cam po del sapere. In questa maniera quella caratteristica fusione di linguaggio rivoluzionario e comportamento tradizionale che aveva contraddistinto gli anni della dittatura post-rivoluzionaria divenne una caratteristica stabile della vita intellettuale. Questa tendenza fu più chiara in letteratura, con il lancio del « Realismo socialista » nel 1934 — « nazionale nella forma, socialista nel contenuto »: o, per dire meglio, borghese e conservatore nella forma e nazionale e propagandistico nei contenuti, formule queste che vennero ben presto estese a tutte le altre arti. Le direttive sulla scrittura e l ’ insegnamento della storia sintetizzarono il nuovo legame del regime con il nazionalismo russo e le tradizioni pre-rivoluzionarie

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