Transizione 1988

mento, nonostante il grande entusiasmo ed il rinnovato scoppio di creatività con cui gli intellettuali avevano risposto al disgelo. « Cominciammo ad emergere dalle acque scure e profonde, e ciò, molto prima di quanto mi aspettassi, nel corso della nostra stessa vita», ha scritto Alexander Solzhenitsyn 21 . Sfortunatamente, no nostante la sua crescente consistenza numerica e la sua sempre maggiore importanza funzionale all ’ interno del regime, Vintelligen- tsia era ancora debole dal punto di vista organizzativo. La bilancia del potere pendeva dalla parte della leadership politica e della burocrazia di partito, con il risultato che le potenzialità di una ripresa rivoluzionaria moderata per il momento abortirono. La linea riformista di Khrushchev era d ’ altra parte assai vulne rabile. Egli venne bloccato prima dall ’ imbarazzo causato dalla sfida polacca e dalla rivolta ungherese della fine del 1956, e in seguito dalla battaglia politica sferrata dai vecchi stalinisti, Malenkov, Mo lotov e Kaganovich. Nonostante l ’ allontanamento di questi ultimi come « gruppo anti-partito » nel giugno del 1957, seguirono altri tentativi di reprimere Vintelligentsia, culminati nell ’ irosa campagna al tempo del conferimento del premio Nobel a Pasternak nel 1958. AI Ventunesimo congresso del Partito, nel gennaio-febbraio 1959, Khrushchev era però già in grado di riproporre il disgelo, e gli anni 1959-1962 videro una serie di eventi straordinari nel campo dell ’ editoria creativa e critica, compresa la pubblicazione delle memorie di Uya Ehrenburg sull ’ era staliniana, del poema di Yevgeny Yevtushenko « Babi Yar » sul massacro degli Ebrei du rante la Seconda guerra mondiale, ed infine del racconto di Solzhe nitsyn sui campi di lavoro, Una giornata di Ivan Denisovitch . Il liberale direttore di « Novy Mir », Alexander Tvardovsky, fu addi rittura nominato membro candidato del Comitato centrale del Par tito. La ruota girò poi ancora una volta, quando i dirigenti più giovani della burocrazia staliniana emersa dalle epurazioni, tra i quali si distinguevano Mikhail Suslov, Frol Kozlov e Leonid Bre- zhnev, esercitarono pressioni su Khrushchev affinché adottasse una linea più rigida. Khrushchev probabilmente aveva già cominciato a perdere potere fin dall ’ affare dell ’ aereo-spia U-2, nel 1960, anche se era poi riuscito a difendere la linea liberale in campo culturale per altri due anni. Nel dicembre 1962, però, in occasione della mostra di arte contemporanea del Maneggio, a Mosca, egli sterzò brusca mente, denunciando le manifestazioni di degenerazione ed attac cando gli intellettuali più in vista che avevano beneficiato del

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