Transizione 1988
una maggiore autonomia personale. L ’ impegno dell ’ URSS in campo scientifico, tecnologico ed edu cativo risente ancora delle pesanti conseguenze della penetrazione della cultura burocratica nella vita intellettuale. Il lavoro intellet tuale in Unione sovietica è organizzato su base gerarchica e centra- listica, con uno stretto vertice di alta qualità, prestigio e reddito. Il principale centro d ’ attrazione è Mosca, seguita da Leningrado: in carichi di lavoro lontano da questi centri vengono spesso avvertiti dagli intellettuali sovietici come veri e propri esili coatti. (E il governo ha contribuito in certa misura a questo modo di sentire permettendo che una quota sproporzionata delle risorse destinate all ’ istruzione ed alla ricerca, forse il 10% dello sforzo nazionale complessivo, si concentrasse nella capitale) 33 . La mania per la segretezza diffusa negli ambienti ufficiali ha ostacolato gli scambi di idee non solo con il mondo esterno, ma anche tra gli stessi scienziati sovietici — una tendenza dalla quale, tuttavia, anche i paesi occidentali più attenti alle questioni di sicurezza non sono totalmente immuni. I contatti tra gli istituti e le discipline, tra i ricercatori e gli insegnanti, nonché tra le attività di ricerca pura e quelle di ricerca applicata dell ’ industria vengono limitati artificio samente dalle rigidità organizzative e dalla tradizione di specializza zione. La struttura organizzativa della vita scientifica ed intellettua le in URSS ricorda un ’ arnia, dove la comunicazione tra una celletta e l ’ altra, sia verso l ’ alto che verso il basso, attraverso i canali burocratici, è straordinariamente difficoltosa. Così, gli studiosi di uno stesso settore, che magari lavorano nella stessa città ma presso istituzioni diverse, spesso non si conoscono nemmeno. La teoria e le discipline speculative — soprattutto la matemati ca e la fisica — godono ancora oggi di un prestigio assai superiore a quello dell ’ attività applicativa. Questo fatto, e la conseguente immunità dalle interferenze politiche di cui godono questi ambien ti, permette di comprendere l ’ attrazione esercitata sulle menti più creative e critiche da queste scienze, che sono così diventate il terreno di coltura di alcune tra le più decise manifestazioni del dissenso negli anni ’ 60 ed oltre. Inoltre, come ha sottolineato il fisico emigrato Valentin Turchin, va tenuto conto della particolare attrattiva esercitata in URSS dalla scienza — e, si potrebbe aggiun gere, dalle attività creative ed artistiche — su « un certo tipo di personalità che ha bisogno di obiettivi superiori ... vale a dire, il tipo della personalità religiosa » 34 . Occorre ora chiedersi se la rivoluzione scientifico-tecnologica
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