Transizione 1988
potrà esercitare un impatto significativo sulla vita politica in Unio ne sovietica. L ’ interpretazione ufficiale è che la rivoluzione scientifi ca non potrà che accelerare la costruzione del comuniSmo. Molti os servatori occidentali, d ’ altro canto, sostengono che le esigenze del l ’ informazione relativa all ’ innovazione tecnica costringeranno la bu rocrazia sovietica ad allentare i controlli centralizzati e, come ha pre detto Erik Hoffman, « ad allargare ed a rendere più consistente la partecipazione dell ’ élite specializzata in tutte le fasi ed a tutti i livelli del processo decisionale » 35 . L ’ orientamento delle riforme economi che di Gorbachev sembra confermare questa predizione. Si ripropo ne così il vecchio problema dei mutamenti nel modo di produzione — in questo caso, la tecnologia sofisticata della «era post-industria le» — che genera pressioni favorevoli ad un mutamento sovrastrut- turale, a livello dell ’ organizzazione politica ed economica. Tutto ciò conferisce aWintelligentsia un potere sempre maggiore, tanto dal punto di vista della sua capacità di influenzare lo stato rendendosi in dispensabile, quanto dal punto di vista del suo peso numerico. È questa la tendenza, già sottolineata da Hoffman, « nella quale la consapevolezza tecnocratica si diffonde influenzando sottilmente i responsabili delle decisioni politiche e gli specialisti dell ’ informa- zione che pensano in termini politici » 36 . Certo, la storia russa dimostra ampiamente come il potere statale, nel contesto di quella particolare tradizione, possa frustrare l ’ operato delle forze sociali emergenti, ma non senza conseguenze negative sul morale, l ’ energia e la creatività della nazione. Troppo spesso in passato la Russia è stata costretta a pagare un simile prezzo; ma oggi tutto sembra indicare che d ’ ora in poi ciò accadrà con sempre minore frequenza. 4. I dissidenti, il samizdat ed il movimento democratico Le tensioni politiche e l ’ incompatibilità culturale tra la buro crazia e Yintelligentsia (o quanto meno il suo settore creativo) divennero drammaticamente evidenti nelle varie correnti di dissen so che si formarono dopo la caduta di Khrushchev e la fine del disgelo post-staliniano. Da allora la scena intellettuale sovietica è stata in effetti caratterizzata costantemente da tentativi disordinati di violare le regole stabilite, puntualmente seguiti dalla repressione delle autorità politiche — episodi certo ben lontani dal terrore di massa dell ’ epoca staliniana, ma nondimeno sufficienti fino all ’ av
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