Transizione 1988

vento di Gorbachev ad impedire aWintelligentsia di costruire un movimento indipendente ed organizzato. Vi è un chiaro parallelismo tra il dissenso sovietico ed il com portamento àeW intelligentsia russa nel XIX secolo. Allora come oggi i dissidenti provengono da una classe relativamente privilegia ta e necessaria allo stato, spinta però al tempo stesso dalla propria tradizione ed educazione, in altre parole dalla propria cultura, ad affermare la propria indipendenza intellettuale. Andrei Amalrik ha calcolato che, dei più di 700 firmatari di petizioni di protesta nel 1968, solo il 6% erano operai, mentre tutti gli altri erano intellet tuali o professionisti 37 . I dissidenti attivi erano di solito giovani provenienti in grandissima parte dagli ambienti letterari e scientifi ci. Moltissimi erano figli di politici o uomini di cultura vittime delle purghe staliniane. Le sole forme di dissenso articolate su una base più popolare erano quelle a carattere religioso o quelle espres se da minoranze nazionali (specialmente nelle repubbliche baltiche e tra i Tartari della Crimea). In termini più ampi, il dissenso è stato il prodotto delle contraddizioni irrisolte tra una società in mutamento ed un sistema politico rigido, tra Vintelligentsia che si affermava sempre più come classe dominante ed una classe dirigen te, la burocrazia, sulla difensiva. A causa dei limiti imposti dalla censura, il principale veicolo di espressione del dissenso nell ’ era di Brezhnev (come era avvenuto nel secolo XIX) è stata la letteratura. Gli scrittori, che godono di un prestigio eccezionale rispetto a quello dei loro colleghi occiden tali, ed in particolare di quelli nord-americani, tornarono ad assu mere in quel periodo il ruolo di coscienza della nazione, nella misura in cui essi potevano diffondere il loro pensiero tra il pub blico dei lettori. Le opere letterarie che non rispondevano alle norme imposte dal partito per la pubblicazione ufficiale venivano diffuse attraverso canali privati nella forma divenuta poi famosa del samizdat (« pubblicazione in proprio ») di solito riprodotta in copie multiple a carta-carbone, che a loro volta potevano essere copiate da amici — un sistema questo che ricordava molto da vicino quello dei monaci amanuensi del Medio Evo. Inoltre, non risultò difficile far espatriare clandestinamente i manoscritti per pubblicarli all ’ estero, sia in lingua russa che in traduzioni straniere, il cosidetto tamizdat (« pubblicare là »). Inoltre, molti materiali in samizdat e in tamizdat vennero diffusi dai programmi radiofonici trasmessi dalle reti occidentali in territorio sovietico, raggiungendo così un pubblico assai più vasto, a dispetto degli sforzi dei sovietici

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