Transizione 1988

numerosi punti di contatto con il programma di riforme propugna to dagli intellettuali sovietici in quello stesso periodo. Grigorenko fece immediatamente circolare una dichiarazione di protesta ed il 25 agosto, quattro giorni dopo l ’ invasione, alcuni dissidenti guidati da Pavel Litvinov e da Larissa Bogoraz, la moglie di Yuri Daniel, inscenarono una dimostrazione sulla Piazza Rossa, subito interrotta dall ’ intervento del KGB, che picchiò e mise in stato di fermo i dimostranti. Processati per direttissima in ottobre, essi vennero condannati all ’ esilio in Siberia con pene variabili. Manifestazioni simili di protesta a Leningrado ed in altri centri subirono un analo go trattamento. Nel corso dei due anni successivi il cappio della repressione burocratica soffocò sempre più le espressioni di dissenso dell ’ z/zteZ- ligentsia. Gli episodi più significativi furono l ’ arresto di Grigoren ko per avere appoggiato le rivendicazioni dei tartari della Crimea, l ’ espulsione di Solzhenitsyn dall ’ Unione degli scrittori per aver pubblicato Divisione Cancro a Milano, l ’ allontanamento di Tvar- dovsky dalla direzione di « Novy Mir », l ’ arresto di Andrei Amal- rik per aver pubblicato Sopravviverà VUnione Sovietica fino al 1984? ed il breve periodo di internamento in un ospedale psichia trico del biologo Zhores Medvedev, per aver pubblicato le sue tesi sul lysenkoismo 39 . Eppure, il movimento del dissenso continuò a raccogliere consensi e riuscì in questo periodo a darsi una struttura organizzativa ed un programma. Nel maggio 1969 il Gruppo d ’ ini ziativa per la difesa dei diritti umani in URSS, guidato da Piotr Yakir, tentò di fare appello alle Nazioni Unite sul problema del trattamento dei dissidenti sovietici. Nel marzo dell ’ anno successivo, Sakharov, Turchin e Roy Medvedev inviarono ai dirigenti sovietici un « Manifesto » che chiedeva la democratizzazione del sistema. In ottobre, Sakharov e Chalidze crearono il Comitato per i diritti dell ’ uomo in Unione Sovietica, secondo Ludmilla Alexeyeva « la prima associazione indipendente (di dissidenti) che si fosse data procedure democratiche e norme d ’ appartenenza » 40 . Il Movimento democratico sembrava sul punto di diventare un solido veicolo delle aspirazioni deU ’ intelligentsia sovietica. Le autorità sovietiche — strette fra l ’ incudine di questa sfida ed il martello delle possibili ripercussioni a livello internazionale di un proseguimento della politica di repressione in una fase di di stensione internazionale — adottarono, a partire dal 1972, un nuovo approccio nei confronti degli intellettuali dissidenti. L ’ idea di fondo era quella di decapitare il movimento, concedendo il visto

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