Transizione 1988
di cui egli godeva nel paese che lo aveva ospitato, gli Stati Uniti. La posizione centrista era rappresentata da Sakharov, schierato idealmente al fianco dei liberali occidentali nella difesa della de mocratizzazione e dei diritti dell ’ uomo, come era accaduto ai soste nitori dell ’ occidentalizzazione della Russia della metà del XIX se colo. Il dissenso di sinistra era rappresentato da Roy Medvedev, che accettava le premesse socialiste della Rivoluzione e si propone va di lavorare all ’ interno del sistema per riformarlo in nome essen zialmente di un « socialismo dal volto umano ». Come era avvenu to nei giorni che avevano preceduto la Rivoluzione, le polemiche e i contrasti nell ’ ambiente dell ’ emigrazione tra i fautori di queste diverse posizioni raggiunsero ben presto un ’ asprezza di toni tale da distruggere qualsiasi parvenza di un fronte unitario contro il regi me sovietico di quel tempo. Costretto a combattere contro la censura e la repressione poli ziesca, il movimento degli intellettuali del dissenso non riuscì mai a diffondere il proprio messaggio tra la massa della popolazione (a parte le notevoli eccezioni sul fronte delle nazionalità e dei gruppi religiosi, già sottolineate) in maniera abbastanza efficace da garan tirsi il suo appoggio. In modo caratteristico, i settori non intellet tuali della popolazione respinsero i dissidenti come dei protestatari antipatriottici, se non addirittura come un gruppo di ebrei camuf fati. Ancora una volta, l ’ URSS era scenario di uno scontro irrecon ciliabile di culture, in quanto la burocrazia continuava ad imporre i propri valori ed a coltivare l ’ autoritarismo e la xenofobia innati nelle classi meno istruite. Nel frattempo, il paese pagava per questo un prezzo enorme in termini di perdita di talenti creativi: da un lato, a causa del drenaggio di cervelli provocato dalle emigrazioni e dalle defezioni, dall ’ altro con la riduzione al silenzio e la demo ralizzazione dei migliori intellettuali rimasti in patria. Presto o tardi, la burocrazia si sarebbe trovata ad un bivio, non potendo più sostenere la propria arcaica cultura politica e salvaguardare al con tempo la posizione internazionale del paese sulla base di criteri diversi da quelli della potenza militare. 5. Uintelligentsia, la successione e la ricostruzione Verso la fine dell ’ era Brezhnev un insieme variegato di forze operava contro il potere conservato dalla burocrazia neostaliniana. L ’ incoraggiamento ufficiale alla modernizzazione, l ’ espansione del
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