Transizione 1988

sante durante l ’ anno in cui rimase in carica. Particolarmente perse guitati furono gli ebrei ed i gruppi pacifisti non ufficiali, mentre continuò l ’ esodo all ’ estero delle figure più anticonformiste della cultura. Eppure, si andavano profilando cambiamenti positivi per Vintélligentsia, come emerse dalla denuncia operata da Andropov del dogmatismo e della sterilità dell ’ economia e delle scienze eco- nomico-sociali ufficialmente riconosciute, dall ’ aperto dibattito tra gli intellettuali che ne seguì. Già allora Vintelligentsia, come è testimoniato da più parti, guardava con occhio particolarmente benevolo la stella nascente del Politburo, il favorito e protetto da Andropov, Gorbachev. L ’ avvento al potere, dopo Andropov nel febbraio del 1984, dell ’ altrettanto vecchio ed infermo Chernenko fu un ’ amara delusione per molti intellettuali sovietici che videro così sfuma re improvvisamente le possibilità di riforma. La breve perma nenza di Chernenko nell ’ ufficio di Segretario generale rallentò la spinta riformatrice innescata da Andropov; ben presto però diven ne evidente che Gorbachev ed i riformatori avevano stretto un patto temporaneo con i collaboratori di Chernenko, che permise loro di collocare il proprio uomo in una posizione corrispondente ad una sorta di seconda segreteria di fatto scavalcando così il candidato più temuto dai riformatori, l ’ ex segretario del partito di Leningrado Grigory Romanov. Finita la debole dirigenza Chernen ko, nel marzo 1985, Gorbachev riuscì a vincere di stretta misura, secondo quanto riportano tutti i resoconti, sui rappresentanti del conservatorismo brezhneviano nel Politburo 43 . Vintelligentsia e la cultura da essa rappresentata avevano colto l ’ occasione più impor tante che si era presentata dagli anni ’ 20 per prevalere nella vita nazionale russa. Il primo anno di Gorbachev alla carica di Segretario generale non fu particolarmente incisivo nella sfera culturale. Dal plenum del Comitato centrale dell ’ aprile 1985, in cui venne annunciata la campagna di ristrutturazione e di « glasnost », fino al ventisettesi mo Congresso del Partito del febbraio-marzo 1986, prima preoccu pazione di Gorbachev fu il consolidamento del suo potere politico, ed il lancio di un appello, nello spirito di Andropov, per la « accele razione », la disciplina ed il rigore. Il Segretario rimosse Romanov e altri neo-stalinisti di spicco dal Politburo e diede vita al più intenso avvicendamento di cariche nel Comitato centrale mai visto da un quarto di secolo. Verso la primavera del 1986 i riformatori sembravano così avere il pieno controllo della situazione.

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