Transizione 1988

alcuni sostenevano che Gorbachev non aveva in realtà veramente cambiato il sistema, altri sottolineavano come egli stesse dicendo proprio le cose per cui essi erano stati arrestati. Nuovi casi di repressione di attivisti appartenenti a varie confessioni religiose o a minoranze nazionali, nonché del non ufficiale Gruppo della Fede, corroborarono le opinioni dei più scettici. L ’ opposizione conservatrice, più volte preannunciata da Gorba chev, divenne nel 1987 una realtà tangibile sul fronte culturale, come reazione a tutte le sorprendenti innovazioni dell ’ anno prece dente. Come era prevedibile, principale sostenitore della necessità di contenere la portata della glasnost e l ’ allentamento dei controlli fu il numero due del partito, Yegor Ligachev, considerato dai più come il punto di raccordo tra conservatorismo politico e conserva torismo intellettuale. Ligachev partì al contrattacco nel corso di un incontro con gli intellettuali della provincia di Saratov: pur con fermando i « fenomeni negativi » e gli « errori del passato », egli sottolineò che « concentrarsi sugli aspetti negativi è solo una parte della verità ». Ligachev propose così una maggiore cautela nella pubblicazione di testi precedentemente messi al bando, affermando che « a volte viene dato loro un valore esagerato » e denunciando tutte le iniziative che avrebbero « ridimensionato il ruolo di guida dell ’ amministrazione statale nella sfera culturale ». Egli ribadì le proprie posizioni in diverse altre occasioni: in giugno, ad esempio, suggerì al comitato editoriale della « Sovetskaya Kultura » di insi stere maggiormente sul « socialismo » e di opporsi agli « eccessi democratici » 58 . Gli intellettuali conservatori, ad esempio quelli che si erano guadagnati uno status sociale come strumenti del controllo di parti to, risposero aggressivamente alle iniziative di Ligachev. Sotto la guida dello scrittore nazionalista Yuri Bondarev, essi rafforzarono il proprio peso all ’ interno dell ’ Unione degli scrittori della RSFSR, controbilanciando così le tendenze liberali dell ’ Unione degli scritto ri sovietici, e riuscirono ad assumere il controllo della « Fondazio ne culturale sovietica » di recente istituzione. Il nuovo direttore del « Kommunist », Frolov, cadde in maggio, un fatto i cui contor ni politici non furono mai chiariti a fondo. Ivan Laptev, direttore della « Izvestia », prese la parola all ’ Unione dei Giornalisti nel giugno 1987 per mettere in guardia l ’ auditorio contro le interpre tazioni troppo ampie della glasnost, che rischiavano di cancellare d ’ un solo colpo settant ’ anni di storia. Egli propose inoltre di pub blicare i testi in passato messi al bando solo se preceduti da

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