Transizione 1988
un ’ introduzione critica. Fu in questo clima di reazione fomentato dalla destra che l ’ associazione ultra-nazionalista « Pamiat » (« Me moria ») che si presentava ufficialmente come un movimento per la conservazione degli edifici storici, si rivelò un movimento politico sciovinista ed antisemita ossessionato dai complotti giudaico-mas- sonici — in poche parole, un gruppo di intellettuali fascisti, con analogie sorprendenti con gli ufficiali slavofili del tardo secolo decimonono, più ortodossi dello Zar. Gorbachev e gli intellettuali che lo sostengono sono ovviamen te consapevoli della forza e della profondità delle resistenze alle riforme. Il teorico sociale Anatoly Butenko, portavoce eminente della perestroika, che aveva contribuito all ’ elaborazione del pro gramma utopico di Khrushchev nel 1961, ha di recente ricordato il destino di quel tentativo riformatore: « Le stesse forze che impedirono la piena realizzazione delle decisioni del ventesimo Congresso del PCUS (1956) ... e che, con piena consapevolezza, interruppero il processo di rinnovamento delle nostre vite, così aspramente contrarie ai cambiamenti, vi si oppongono anche og gi » 59 . Ironicamente, sono proprio i neostalinisti che, nel tentativo di difendere il principio del controllo monolitico del partito contro i riformatori, hanno diviso il partito, permettendo così l ’ emergere di un quadro politico più pluralista di quanto sia mai accaduto in URSS dagli anni ’ 20. Da quando i confini della contesa sono stati tracciati, nel 1986, Gorbachev ha più volte ribadito la necessità di rendere la riforma « irreversibile », ammettendo con ciò che in caso contrario le ri forme potrebbero in effetti essere annullate. Come ha dichiarato l ’ autore teatrale Shatrov al congresso della sua categoria, nel di cembre 1986, « La storia ci sta dando un ’ altra possibilità. Ed è nostro dovere non lasciare che questa speranza svanisca e fare tutto ciò che è possibile per rendere duraturo il processo di democratiz zazione » 60 . Al momento attuale è impossibile prevedere quale sarà il desti no politico della dirigenza Gorbachev e del suo programma di riforma. Ma quelle che si impongono oggi sono circostanze non effimere, nate da linee di tendenza durature, che sosterranno le richieste di cambiamento politico ad ogni costo. La società sovieti ca, come il resto del mondo, percorre oggi la via della modernizza zione in un quadro di complessità crescente che rende Vintelligen- tsia, in quanto portatrice della cultura e expertise, l ’ elemento
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