Transizione 1988
INTRODUZIONE
di Francesco Benvenuti
L ’ intento di «Transizione» nella redazione di questo numero monografico non è quello di fornire un ’ ulteriore illustrazione delle finalità riformatrici dell ’ attuale gruppo dirigente del PCUS, né quello di affrontare direttamente il problema della resistenza alle riforme e delle loro eventuali conseguenze in URSS. La stampa d ’ informazione continua largamente ad assolvere a questi compiti anche nel nostro paese, seguendo dappresso l ’ intenso succedersi degli avvenimenti sovietici e provvedendo i lettori di un ampio e suggestivo arco di ipotesi per il futuro. Si cerca qui di dare, piuttosto, qualche lume su aspetti sui quali la stampa non specializ zata ha finora inclinato a soffermarsi di meno, quello della natura degli ostacoli al cambiamento politico e sociale in Unione Sovietica. In ciò non siamo stati mossi né da una pregiudiziale valutazione pessimistica dell ’ esito dell ’ attuale indirizzo riformatore né tanto meno da un intento liquidatorio del suo effettivo grado di consi stenza. Abbiamo ritenuto rilevante invitare alcuni eminenti studiosi dell ’ URSS ad esporre le caratteristiche dei vincoli storici che hanno finora determinato la conservazione di tratti essenziali del sistema economico e politico consolidatosi sotto Stalin. Dovrebbe risultarne un senso più maturo della portata degli obiettivi perseguiti dai riformatori sovietici. Al tempo stesso, speriamo di essere riusciti a dare alcuni contributi documentati alla riflessione in corso, non solo in Italia, attorno ai fini politici del comuniSmo contempora neo. Abbiamo raccolto le opinioni di uno scienziato politico, di uno storico, di uno scienziato sociale e di uno storico dell ’ economia. Una selezione dei temi è stata ritenuta opportuna. Si è escluso di poter prendere in esame anche la questione dei vincoli inerenti alle
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