Transizione 1988
LA « PERESTROJKA » SOVIETICA E LA PRIMAVERA DI PRAGA DEL 1968. NOTE SU TEMI ATTUALI
Michal Reiman
Nella recente pubblicistica sono frequenti i confronti tra la « ristrutturazione » sovietica e la primavera praghese del 1968. In genere, essi perseguono un duplice fine: da un lato, illustrare l ’ indubbia affinità degli elementi programmatici di entrambi i mo vimenti, la linea di discendenza di un certo orientamento della vita politica e sociale in URSS e nei paesi della « comunità socialista »; dall ’ altro, « riabilitare » la primavera di Praga, che è entrata a far parte della biografia politica di alcune generazioni di persone in Occidente e in Oriente. Non mi propongo, tuttavia, una siffatta analisi delle concezioni programmatiche di questi due processi sociali. Essa richiederebbe un lavoro dettagliato, l ’ apporto di diversi campi di studio. La somi glianza di alcune concezioni della primavera di Praga e della pere strojka può essere rilevata ad un semplice confronto dei loro prin cipali documenti programmatici: il Programma d ’ azione del Partito comunista cecoslovacco del 1968 ed i materiali preparati per il suo XIV Congresso straordinario; gli interventi di M. Gorbacev al XXVII Congresso del PCUS ed ai plenum del Comitato centrale del gennaio e dell ’ aprile 1987, la recente « Legge sulle imprese (consorzi industriali) ». Ma la somiglianza non è identità. La Ceco slovacchia e l ’ URSS differiscono profondamente tra loro non solo per la storia e la cultura, per le tradizioni politiche e sociali, ma anche per aspetti essenziali delle dimensioni che sottoponiamo al confronto: l ’ estensione dei due paesi, le loro risorse, la loro posi zione nel mondo, il carattere e il grado di dipendenza dai fattori internazionali, i presupposti della vita sociale, le condizioni nazio nali, l ’ ambiente culturale e civile. Inoltre questi due fenomeni — la primavera di Praga e la perestrojka sovietica — sono
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