Transizione 1988

separati nel tempo di quasi vent ’ anni. Non è certo facile trovare dei criteri per il confronto e per caratterizzare le differenze. La somiglianza può trarre in inganno. Il presente articolo si pone perciò il compito di indicare i problemi la cui soluzione sembra necessaria per poter effettuare un tale confronto. 1. La crisi di sistema, punto di partenza delle riforme Non condivido il giudizio sulla non riformabilità del sistema politico-sociale di tipo sovietico che ancora fino a poco tempo fa dominava non solo nella letteratura conservatrice ma anche liberale ed anche in una parte dei lavori di sinistra. In esso si rifletteva il carattere conservatore e stagnante dei quasi vent ’ anni dell ’ era di Breznev L Ciò tuttavia non significa che tali riforme siano un affare semplice e dipendente solo dalla volontà. Nessuna società e neppure la società di tipo sovietico deve ricor rere ad una profonda ristrutturazione dei propri meccanismi e istituti vitali sulla sola base di una crisi ideale. Gli impulsi al cambiamento devono essere molto più consistenti, ineludibili. Nel nostro caso essi trovano origine nella crisi del sistema esistente. Sia la crisi in Cecoslovacchia, punto di partenza della primavera di Praga, sia quella in URSS, che ha aperto la strada alla perestrojka, hanno un ’ origine in parte simile: l ’ esaurimento delle possibilità di sviluppo estensivo e, di conseguenza, di governare e di amministra re in forma centralizzata e prescrittiva. D ’ altro lato, si sono mani festate anche differenze essenziali. La crisi in Cecoslovacchia — sulle cui cause occorrerebbe diffondersi in modo particolare — è scoppiata prima che negli altri paesi della « comunità socialista », già nel 1961. Essa agì in modo tanto più esplosivo in quanto sopravvenne in un periodo nel quale l ’ economia dei paesi industriali si trovava in ascesa. All ’ in terno della « comunità socialista » essa fu un avvenimento eccezio nale. Per quanto l ’ economia dell ’ URSS e degli altri paesi « sociali sti » non fosse aliena da una serie di fenomeni critici, analoghi a quelli cecoslovacchi, essi non ebbero la consistenza che presero in Cecoslovacchia. In URSS non si erano ancora esaurite le possibilità di sviluppo economico estensivo e di direzione prescrittiva della vita sociale. Questa circostanza consentì di conservare il precedente indirizzo di sviluppo e di attuare una politica che ostacolava le riforme. Gli sviluppi in Cecoslovacchia restarono isolati e questo

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