Transizione 1988
di prospettiva della società e la perdita di una motivazione positiva dell ’ attività sociale, la tendenza al deterioramento del livello morale fino alla vasta diffusione della corruzione e dell ’ ubriachezza: tutto ciò implicava, come è naturale, conseguenze dirette sulle principali relazioni internazionali. Era compromesso l ’ equilibrio delle forze militari di entrambe le superpotenze e dei due blocchi rivali. Inol tre la prosecuzione della corsa agli armamenti doveva inevitabil mente farsi sentire sul livello di vita in URSS, portare al rallenta mento della sua ascesa o anche ad una caduta. Era minacciata in tal modo non solo la potenza militare dell ’ URSS ma anche la sua capacità di esercitare un ’ influenza economica e politico-ideale sul mondo circostante. A loro volta, tali circostanze aumentavano il pericolo di conflitti all ’ interno della « comunità socialista » e inde bolivano la forza d ’ attrazione dell ’ URSS nei confronti dei paesi del Terzo mondo. La crisi in URSS non era assolutamente una crisi parziale e in questo sta la differenza fondamentale della crisi in Cecoslovacchia. Anche questi aspetti spingevano nel senso di cerca re una via d ’ uscita sulla strada del superamento del sistema econo mico e politico esistente. 2. Le conseguenze politico-sociali della crisi e le forze della riforma Per il confronto tra la primavera di Praga e la perestrojka sovietica sono importanti, tuttavia, non solo i tratti comuni delle crisi che stanno alla loro base. Non meno importanti sono anche le differenze nella situazione politico-sociale. Bisogna cominciare col dire che l ’ alfiere principale delle riforme, sia in Cecoslovacchia che in URSS divenne, in primo luogo, la generazione di politici cresciuta nella guerra e nei primi anni del dopoguerra e che era entrata nella vita politica attiva nel periodo dopo Stalin. Questa generazione si distingueva in modo sostanziale dalle precedenti. Nell ’ URSS le riforme sono state iniziate, come è noto, dalla generazione di dirigenti cresciuta sotto Stalin, una parte dei quali era costituita da membri del Politbjuro di Stalin o si trovava a cariche dirigenti al centro (Chruscev, Malenkov, Bulganin, Suslov ecc.). Questa generazione non poteva certo liberarsi della zavorra delle concezioni dei decenni precedenti, né della responsabilità po litica per la propria precedente attività. Il rappresentante più con seguente dell ’ orientamento riformatore in questa generazione di 62
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