Transizione 1988

decisioni sovietiche nel campo della politica estera e della politica degli armamenti, quella dei rapporti tra l ’ URSS ed i paesi delle diverse aree del mondo e, infine, quella dell ’ adeguamento della dottrina politica ufficiale alle prospettive aperte dal «nuovo modo di pensare» gorbace viano. Oltre alla difficoltà di indurre un così largo numero di contributi ad adottare un medesimo criterio meto dologico (una difficoltà che non si è riusciti a superare del tutto neppure per il ristretto gruppo di scritti che pubblichiamo), si è valutato che il fascicolo monografico avrebbe rischiato di presen tarsi con una pretesa di completezza e di esaustività che la Reda zione della rivista non intendeva conferirgli. I quattro contributi che ci sono pervenuti si limitano all ’ esame di alcuni dei principali filoni della storia politica, economica e sociale dell ’ URSS e a tocca re gli analoghi problemi presentati dai paesi socialisti dell ’ Europa orientale. Va ascritto al valore degli studiosi che hanno accettato il nostro invito che, nonostante fatti di grande rilievo abbiano avuto luogo nella politica sovietica dopo la data alla quale abbiamo rivol to loro la nostra richiesta (maggio 1987), le analisi qui raccolte non sembrano aver perduto qualcosa della loro originaria congruità ai temi che affrontano. Robert V. Daniels, dell ’ Università del Vermont, ripercorre la storia dei rapporti tra la cultura e il potere politico nella Russia contemporanea e vede il ceto degli intellettuali come il tradizionale e principale portatore dell ’ aspirazione della nazione alla piena rea lizzazione dei valori di libertà propri della civiltà odierna, in parti colare di quelli contemplati dalla tendenza storica che l ’ autore designa con il termine di «socialismo democratico». Anche se per viene a conclusioni diverse, Daniels scrive in una vena analoga a quella nella quale uno dei maggiori storici dell ’ URSS, Isaac Deu- tscher, cercò a suo tempo di fissare il posto della Rivoluzione russa nella storia e la natura del suo esito finale. La condizione politica e sociale delle attività intellettuali è assunta come unità di misura della genuinità degli sforzi riformatori succedutisi dopo la morte di Stalin e della strada percorsa dall ’ URSS nell ’ attuazione degli ideali originari del Febbraio e dell ’ Ottobre 1917. Michal Reiman, della Freie Universitàt di Berlino, stabilisce le condizioni per un confronto su base storica dell ’ attuale orientamen to riformatore sovietico e l ’ esperienza più avanzata finora compiuta dal riformismo comunista in Europa orientale dopo il 1956, quella compiuta dal Partito comunista cecoslovacco nel 1968. L ’ autore delinea un ’ analisi essenziale delle componenti della cultura politica

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