Transizione 1988

3. Osservazioni conclusive Abbiamo parlato dei presupposti di entrambi i processi sociali, la primavera di Praga e la perestrojka, dei loro tratti comuni e delle loro differenze. Non sarà perciò inutile cercare di indicare anche le differenze nel loro svolgimento. In primo luogo, balza agli occhi la differenza nei rapporti con i problemi internazionali dei due fenomeni. Nel corso della primave ra di Praga la direzione cecoslovacca evitò di definire il proprio atteggiamento sulle questioni internazionali. Essa capiva bene che, se fossero state formulate apertamente, queste posizioni non a- vrebbero corrisposto alle opinioni dei sovietici e sarebbero divenu te un elemento di peggioramento dei rapporti tra i due paesi. La direzione cecoslovacca cercò vistosamente di concentrarsi, perciò, sulle questioni interne. Molti dei suoi passi, come ad esempio il tentativo di trovare alleati tra i paesi socialisti, avevano un caratte re essenzialmente difensivo, erano intesi a diminuire l ’ influenza della pressione sovietica (in particolare, nel campo dei rapporti con la Romania e la Jugoslavia). Abbiamo già ricordato il significato globale dei processi che si sono sviluppati in URSS. Da ciò seguiva anche un preciso atteg giamento verso i problemi internazionali. Essendo una superpoten za, l ’ Unione Sovietica non può certo eludere tali problemi. Non solo. Le questioni internazionali sono divenute uno degli elementi motori della perestrojka. Indubbiamente qui una delle principali considerazioni è che un ’ ulteriore corsa agli armamenti avrebbe imposto all ’ URSS un fardello in tollerabile. Tuttavia la situazione può indurre anche a sopravvalutare l ’ approccio sovietico ad una serie di questioni. Le tesi più importanti non devono essere eviden temente considerate quelle sulla necessità del superamento del pe ricolo di guerra né quelle sull ’ inammissibilità della guerra nell ’ era atomica. Ciò che vi è di nuovo nella posizione sovietica è, in primo luogo, la proclamazione del principio della considerazione degli interessi dell ’ altra parte. Di qui scaturisce un corso di politica estera che si pone l ’ obiettivo di ricercare i possibili compromessi. La politica sovietica, in pratica, parte tacitamente dalla constata zione che una serie di conflitti internazionali sono possibili grazie anche al suo operato. È importante anche un secondo aspetto. Le tesi precedenti sulla possibilità e sulla necessità della coesistenza di paesi a diverso regime economico e sociale vengono ora sostituite nella politica

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