Transizione 1988
sovietica da altre nuove, sulla necessità di una collaborazione attiva e multilaterale da parte di tali paesi. Questa collaborazione viene considerata un presupposto della soluzione pacifica delle questioni internazionali che riguardano l ’ umanità nel suo complesso (i problemi della guerra e della pace, dell ’ arretratezza e della miseria, della difesa dell ’ ambiente ecc.). Le differenze tra la primavera di Praga e la perestrojka sovietica sulla questione nazionale sono particolarmente acute. In Cecoslo vacchia i rapporti tra cechi e slovacchi divennero, come si è accen nato, uno dei problemi decisivi che dettero alla crisi un carattere politico. Uscire dalla crisi senza risolvere la questione nazionale, senza soddisfare le principali rivendicazioni degli slovacchi, non era possibile. Di qui un coerente programma di federalizzazione della repubblica, la ristrutturazione degli organi centrali e nazionali, l ’ ac celerazione del processo di innalzamento del livello economico, sociale e culturale della Slovacchia a quello dei territori cechi, come una delle questioni centrali della primavera di Praga. In URSS la situazione venne creandosi in modo diverso. Dal momento che il movimento nella società non giuocava un ruolo essenziale nell ’ andamento della crisi, neppure il movimento nazio nale giuocò un tale ruolo, almeno in un primo momento. L ’ approc cio alla soluzione della crisi è rimasto, nonostante la presenza nella direzione sovietica di rappresentanti di diverse nazionalità del- l ’ URSS, essenzialmente « russo ». Un approccio « russo » ha inizialmente caratterizzato la posizio ne della direzione sovietica. Esso si estendeva anche ai problemi della « comunità socialista ». L ’ orientamento principale è stato qui il rafforzamento multilaterale dell ’ integrazione. I fatti successivi hanno tuttavia mostrato ben presto che la direzione di alcuni paesi della « comunità socialista » erano lungi dal condividere in ogni caso il desiderio di seguire il nuovo corso sovietico, soprattutto negli affari interni dei propri paesi. La direzione sovietica non poteva affrontare questa situazione solo con i metodi della violenza politica. Questa politica avrebbe inevitabilmente portato a molte serie complicazioni. Di conseguenza è stata ripudiata la linea bre- zneviana del diktat, è stata proclamata la tesi della parità di diritti dei partiti comunisti e del loro diritto alla definizione della propria politica. Nel campo della politica interna gli sviluppi sono stati diversi. La direzione sovietica ha apparentemente sottovalutato la comples sità della problematica nazionale. Essa ha sottolineato, per la veri 73
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