Transizione 1988

tà, la necessità di rispettare i diritti di alcune nazioni e nazionalità dell ’ URSS. In sé, tuttavia, questo non significa ancora il supera mento dell ’ approccio « russo » e ciò non poteva non avere serie conseguenze. La direzione sovietica si è scontrata all ’ inizio con i problemi nazionali in una serie di repubbliche, in forme peculiari: in alcune repubbliche dell ’ Asia centrale e della Transcaucasia si sono formate compatte élites di potere, che abusano della propria posizione per rafforzare e difendere la propria posizione privilegia ta nella società. Esse non hanno certamente dimostrato il benché minimo desiderio di intraprendere il corso della perestrojka e han no resistito alla politica del centro. La direzione sovietica ha agito dall ’ esterno (soprattutto, in Kazachstan). Ciò ha reso più acuta la problematica nazionale. Essa ha preso una particolare attualità, tuttavia, a seguito della generale liberalizzazione delle condizioni politiche. Il movimento nazionale è venuto alla luce nei paesi baltici e con le dimostrazioni dei Tartari di Crimea a Mosca. Tutto ciò ha reso evidente che la direzione sovietica non dispone di alcun programma definito di riordinamento dei rapporti tra le nazionalità, è apparso chiaro l ’ istinto imperiale russo ed anche il timore della popolazione russa, soprattutto nell ’ Asia centrale, di divenire una minoranza nazionale, in un ambiente ad essa ostile. Dal punto di vista programmatico i dirigenti sovietici hanno mo strato la propensione a seguire la linea dell ’ « internazionalismo », cioè della difesa dei diritti dei russi o dei rappresentanti di altre nazionalità slave di occupare una posizione cruciale nelle regioni e nelle repubbliche non slave (scelta dei quadri non secondo il prin cipio dell ’ origine nazionale ma « secondo le capacità e le speciali tà professionali »). Il problema nazionale si trasforma così in un problema straordinariamente complesso della perestrojka. Non è ancora ben chiaro se e fino a qual punto la direzione sovietica sarà in grado di elevarsi al di sopra delle proprie posizioni attuali. Ma anche se riuscirà a farlo la situazione resterà seria. Alla base degli attuali conflitti nazionali in URSS non stanno solo singoli errori dei politici ma anche la natura contraddittoria e, forse, incompati bile di alcuni interessi nazionali. La crescita del movimento nazio nale può così divenire con il tempo un elemento di siluramento della riforma, un fattore, cioè, che agisce in una direzione del tutto diversa da quella nella quale ha agito in Cecoslovacchia 5 . In questo quadro assume rilievo la differenza nell ’ approccio ai problemi della democrazia in Cecoslovacchia ed in URSS. La posi zione della direzione sovietica si è sviluppata, nel corso della pe-

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