Transizione 1988
del comuniSmo al potere nel dopoguerra, nella convinzione che le sue caratteristiche originarie abbiano largamente predeterminato sia la portata che, soprattutto, i limiti delle esperienze riformatrici qui compiute. Viktor Zaslavsky, dell ’ Università di Toronto, tratta del model lo sociale del «socialismo reale» e delle sue implicazioni politiche, apparentemente ferree. Egli si avvale di una griglia di lettura stori camente fondata e metodologicamente compatta, che dà un apporto illuminante alla ricerca delle peculiari leggi di funzionamento della società uscita dall ’ Ottobre. Particolarmente pertinente all ’ analisi complessiva che emerge dalla presente raccolta è l ’ idea di Zaslavsky che tali leggi restino ancora largamente sconosciute, in primo luogo agli stessi governanti sovietici, idea condivisa anche dall ’ autore del contributo che pubblichiamo per ultimo. Robert W. Davies, dell ’ Università di Birmingham, ricostruisce la successione delle principali concezioni dell ’ economia socialista presso i comunisti sovietici e delle fasi di sviluppo del sistema economico formatosi in URSS. Le diversità e le incongruenze del giudizio ufficiale sulle caratteristiche delle forme economiche spe rimentate dall ’ URSS appaiono sconcertanti. Il loro esame critico restituisce all ’ osservatore contemporaneo sia il senso della natura essenzialmente empirica del processo di formazione del sistema economico sia quello della gamma di scelta, che può anche apparire scoraggiantemente ampia, che i riformatori si trovano attualmente dinanzi nel loro tentativo di delineare una società socialista diversa dal passato. Davies finisce con il sollevare interrogativi di grande rilievo non solo per gli esiti delle tendenze riformatrici in Europa orientale ma anche per la definizione dello stesso contenuto sociale ed economico dell ’ idea contemporanea di socialismo. L ’ azione politica intrapresa dagli attuali riformatori sovietici ed i loro pronunciamenti programmatici affrontano la questione di una «ristrutturazione» della società sovietica in termini più ampi e profondi di quanto sia stato fatto in tutto il periodo dopo il 1953, da quando il tema delle riforme è divenuto una delle principali questioni della politica interna sovietica. La prima peculiarità del l ’ impostazione oggi dominante sta nell ’ aver posto, per la prima volta nella storia dell ’ URSS, il problema dei mutamenti del sistema economico in un rapporto consapevole con quelli di una riforma politica, in grado di realizzare una democratizzazione sostanziale del partito e del sistema delle istituzioni. La seconda peculiarità concerne la concezione delle riforme
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