Transizione 1988
economiche. I provvedimenti legislativi finora adottati e quelli annunciati prefigurano una tendenza largamente inedita verso una differenziazione delle forme della proprietà sociale, che fino ad oggi ha in pratica coinciso con la sola forma della proprietà statale. Sono stati posti i presupposti giuridici di un massiccio ampliamento della forma dell ’ autogestione e della proprietà cooperativa. Inoltre, ed an che questa rappresenta una notevole novità, sono state tolte alcune barriere giuridiche all ’ esercizio del commercio dei prodotti agricoli da parte delle famiglie dei kolchoz e all ’ esercizio privato delle attività professionali. Per il momento le implicazioni più rilevanti del nuovo pacchet to di iniziative riformatrici appaiono soprattutto nel campo dei metodi e dei criteri della direzione economica delle imprese statali, nel quale i dirigenti sovietici hanno accumulato una maggiore espe rienza storica. Una certa autonomia manageriale, il rafforzamento della categoria del profitto di impresa quale principale indice di successo dell ’ attività industriale, una differenziazione salariale più accentuata, secondo le responsabilità e la complessità del lavoro, la semplificazione degli indici centrali del piano economico, maggiori possibilità di autofinanziamento e di investimento autonomo per le imprese, sono i punti essenziali di questo secondo gruppo di misu re. Attorno al problema del loro coordinamento e della loro com patibilità con il principio della direzione economica pianificata i comunisti sovietici si affaticano fino dal 1921-23. In questo campo si può dire che la discussione sulle riforme economiche in URSS è vecchia quasi quanto la Rivoluzione e il primo tentativo di instau rare un ’ economia socialista, che ebbe luogo nel periodo del «comu niSmo di guerra» del 1918-20. Il problema è sempre stato quello di conseguire una maggiore efficienza del sistema economico nel suo insieme e, in particolare, dell ’ economia della singola impresa, obiettivi che la nazionalizzazione e la pianificazione non sembrava no di per sé garantire. Anche in questo più tradizionale campo di ricerca, tuttavia, gli attuali riformatori si apprestano a portare novità sensibili. È inizia ta un ’ azione intesa a sostituire alla distribuzione centralizzata degli impianti industriali una forma di mercato sul quale le imprese possano trovare le soluzioni tecnologiche e la quantità di attrezza ture più adeguate alle proprie scelte economiche. È prevista la generalizzazione della possibilità, per le imprese, di determinare autonomamente le dimensioni della manodopera. Infine, un nume ro considerevole di imprese lavora già oggi in condizioni di allen 8
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