Transizione 1988

una caratteristica di tutte le società di tipo sovietico: sottoutilizza zione di manodopera e scarsità di manodopera sono fenomeni col legati. Non ho mai visto in Europa orientale un esempio di riforme che non abbiano questo aspetto tecnocratico. Le si può immaginare solo in via teorica. D. Una volta si pensava che la riforma economica, diciamo, di tipo tecnocratico, avrebbe aperto la strada al pluralismo politico. Tu cosa ne pensi ora? R. Non credo sia così. Anche questo è un problema molto interessante. Quando oggi si parla di riforme in URSS tutta l ’ at tenzione è rivolta alle forme di proprietà, perché senza toccare questo problema non si può andare avanti. In URSS abbiamo in pratica una sola forma di proprietà, che è quella statale, ed esiste un modestissimo profitto individuale. Oggi tutti i progetti di riforme pongono il problema che si devono anche introdurre diver se forme di proprietà, anche privata e soprattutto cooperativa. Come sarà realizzato tale progetto è molto difficile dirlo ma l ’ idea è proprio questa. R. Vorrei fare un esempio personale. Mi definirei come apparte nente in passato al gruppo dei quadri dirigenti sovietici con un atteggiamento critico, del quale ho condiviso molte idee. Questo gruppo è stato piuttosto critico verso il regime di Breznev. Negli anni ’ 70 tutti noi pensavamo che in URSS non era possibile andare avanti senza riforme. La base comune di tutti i nostri discorsi era che il sistema dei kolchoz non reggeva. La produzione agricola tendeva a diminuire e noi tutti sapevamo, per esperienza storica, che quando in Russia venivano a mancare i generi alimentari una rivolta popolare era assicurata. Si poteva discutere su quali riforme fossero necessarie ma eravamo sicuri che non sarebbe stato possibi le evitarle. Il governo Breznev, invece, le ha evitate, proprio grazie alla sua mancanza di orizzonte. Esso ha calcolato che comprare grano all ’ estero era economicamente più conveniente e politicamen te più sicuro che non riformare il sistema agricolo. Noi sappiamo che l ’ agricoltura nei paesi occidentali è sempre sovvenzionata, è sempre sostenuta dallo Stato con finanziamenti di varia natura. In Unione Sovietica, tuttavia, esisteva un problema in più: trovare la D. Si può parlare di una vera e propria opposizione sociale alle riforme economiche, oltre a quella politica e dottrinale?

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