Transizione 1988
incontro ad un ’ ulteriore caduta nel confronto con la società occi dentale. D. Gorbacev ha affermato dinanzi al recente Congresso dei sin dacati sovietici, a febbraio, che un sindacato più attivo nel campo della difesa degli interessi dei lavoratori è necessario nella società sovietica, per bilanciare l'influenza delle correnti « tecnocratiche ». Ritieni questo concetto degno di un commento? R. Si tratta di un problema che abbiamo già toccato, quello della grande resistenza che le riforme tecnocratiche suscitano nella classe operaia. Quando ancora vivevo in Unione Sovietica, al tempo di Breznev, lavoravo come dirigente di medio livello nell ’ industria mineraria, avendo io conseguito come prima laurea quella di inge gnere minerario. Ricordo bene che c ’ erano casi di sabotaggio in dustriale. In certe imprese che stavano per essere riformate (e questo voleva dire disoccupazione per il gruppo degli operai di bassa qualificazione e bassa produttività) veniva gettata sabbia den tro macchine costosissime, rovinandole. Oggi tutte le riforme pro poste vanno nella direzione di una riduzione dell ’ eccedenza di mano d ’ opera, di un aumento nei poteri dei direttori delle imprese, del gruppo degli amministratori, degli ingegneri e di altre profes sioni dirigenti, dando loro la possibilità di licenziare gli operai in eccedenza. L ’ eccedenza di manodopera in URSS è veramente spet tacolare, come si potè constatare sotto Breznev presso il complesso industriale di Scekkino, dove si sperimentò una gestione efficienti- stica. Oggi si verificherà più o meno un processo analogo. Molte imprese hanno già il diritto di licenziare gli operai in eccedenza e non può che essere così perché non c ’ è altra soluzione. Le riforme tecnocratiche sono necessarie per innalzare il livello della produtti vità e passare allo stadio di sviluppo intensivo. Ci sarà certamente una certa resistenza tra la classe operaia ma essa sarà molto meno forte che negli anni ’ 60, non fosse che per ragioni demografiche. Il tasso di natalità dopo la seconda guerra mondiale era molto alto ma oggi risulta da calcoli demografici ufficiali che la classe operaia è numericamente in declino. La minaccia di disoccupazione è meno pressante. Ma anche in queste condizioni più favorevoli si può prevedere che le riforme susciteranno una grande insoddisfazione, almeno da parte della classe operaia. Per trovare un appoggio ad esse sarà necessario fare appello ai sindacati i quali, finora, non hanno avuto quasi nessuna iniziativa autonoma nella società sovie 93
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