Transizione 1988

LA RIFORMA ECONOMICA SOVIETICA: UNA PROSPET TIVA STORICA

Robert W. Davies

1. Socialismo e socialismi «Milioni di uomini volevano credere...che il socialismo potesse aversi sema fatica, che il desiderio del socialismo da solo bastasse a realizzarlo, che si potessero tranquillamente sottomettere tutte le leggi naturali al volere degli uomini, e che il paradiso sarebbe stato raggiunto nello spazio di una generazione: le pere sarebbero cre sciute sugli alberi di mele, il grano sarebbe nato dalla mala erba, e le mucche avrebbero dato tutto il latte necessario. In quella confu sa età dell ’ utopia i leader sognavano di potere gestire la produzione e la distribuzione sulla base dei principi socialisti in un paese in cui il proletariato avrebbe perso qualsiasi caratteristica di classe. Natu ralmente, secondo alcuni estremisti sociali, quando il cammino che conduce alla realizzazione del sogno di generazioni viene ostacolato — da contadini stupidi ed illetterati (come nel racconto di B. Mozaev) o da una banda di « intellettuali cerca-rogne » (come in V. Dudincev), o da un prete del villaggio di Star ozilo v (come nel racconto di V. Renryakov) — e personaggi del genere, conservatori e patriarcali, cercano a tutti i costi di prevalere, allora bisogna sbarazzarsene come fossero erbaccia. Ricorderete che anche nella letteratura degli anni ’ 60 (per non parlare dei periodi precedenti) si trovavano racconti in cui la costruzione di un edificio, che secondo gli esperti occidentali richiedeva cinque anni, veniva com pletata dal nostro popolo in un anno di duro lavoro. Imparammo come avessimo smentito le previsioni di ingegneri troppo cauti; con quanto coraggio rischiavamo le nostre vite! I miraggi sociali venivano cosi alimentati dai miraggi letterari. L ’ ultimo a cui il popolo abbia creduto è stata la promessa solenne, formulata negli

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