Transizione 1988

Questa visione dell ’ economia staliniana influenzò le analisi occi dentali « classiche » dell ’ economia sovietica, o comunque ne condi videva molti assunti, finché queste ultime non vennero confutate dai lavori di Granick, Berliner e altri intorno agli anni ’ 50. In effetti, la visione della propria economia elaborata dai sovietici non era molto diversa dai modelli occidentali di « pianificazione ditta toriale » (più tardi ridefinita « economia di comando ») e negli scritti degli autori occidentali questo concetto sembrava perfetta mente adeguato al modello totalitario del regime sovietico. b) Il secondo punto debole dell ’ analisi sovietica, strettamente connesso a queste semplificazioni eccessive, risiedeva nell ’ assunto secondo il quale la leadership sovietica aveva quasi sempre agi to in conformità alle esigenze imposte dalla situazione, con rare eccezioni. Questo approccio tuttavia non può essere liquidato come semplice determinismo economico. È vero che la parte teorica del Breve corso (capitolo IV, parte II) — che Stalin sosteneva di avere scritto di persona — insisteva sul fatto che nell ’ economia socialista dell ’ Unione Sovietica « i rapporti di produzione corri spondono pienamente al carattere delle forze produttive » (questa formula sarebbe poi stata modificata profondamente dallo stesso Stalin nel 1952). Ma il Breve corso riconosceva che il ComuniSmo di guerra era « divenuto necessario a causa delle condizioni ecce zionalmente difficili della difesa nazionale, ed ha avuto un carattere temporaneo ». E Stalin naturalmente insiste anche che lo stato proletario poteva usare il proprio potere per portare l ’ economia sovietica ai livelli dei paesi capitalistici avanzati: così, la sovrastrut tura trasformava le forze produttive, piuttosto che venirne sempli cemente determinata. Ma ciò veniva considerato come la conse guenza inevitabile dell ’ applicazione di una corretta strategia mar xista alle circostanze oggettive. Non vi era spazio per un ’ analisi dell ’ evoluzione del sistema economico sovietico che la considerasse almeno in parte un esperimento di costruzione di un ordine socia lista nuovo e sconosciuto. L ’ affascinante serie di « false partenze » del 1920-22 e del 1926-32, per esempio, da cui ancora oggi molto si potrebbe imparare, finiva con l ’ esulare completamente dal qua dro. c) Il terzo punto debole dell ’ analisi sovietica era il presupposto di un progresso lineare dall ’ economia di mercato a quella pianifica ta, e dalla proprietà privata, attraverso quella cooperativa, alla

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