Transizione 1989
della satira politica il cui segno privilegiato è il corpo, perché anzi proprio questa modalità produce socialmente un rafforzamento del nome veicolato immagine, fatto che ri-converte al «positivo politico» (la notorietà) quel «nome» proprio in quanto immaginato (tanto è vero che i politici più avvezzi cercano, non disdegnano, la satira). Penso, invece, a tutta la pamphlettistica del cosiddetto libertinismo culturale del ’ 600, alla produzione dei bestiari nel l ’ iconografia e nella poesia del «mondo alla rovescia» che dalle origini ai giorni nostri ha trovato nel corpo il portante del «con trario» socio-politico. Un esempio per tutti è tratto dalla produzione letteraria di Cyra no de Bergerac, più noto, purtroppo, per i «prestiti» in versi che per la radicalità del suo pensiero. Tra le sue opere ve n ’ è una in particolare in cui Cyrano denuncia con arguzia e ironia uniche la relatività, e la presunzione che l ’ ac compagna, della costruzione sociale di norma e di diversità, legata principalmente ai portatori di tocco (dottori e magistrati) e ai ge suiti dell ’ epoca, utilizzando proprio una metafora corporea. Si tratta de L'autre monde ou les États et empir e s de la lune (1933, 61-62), opera in cui Cyrano immagina di essere catturato dagli abitanti della Luna (che essi chiamano Terra definendo, invece, Luna la «nostra» Terra), e di essere trattato come un animale da circo a causa della sua diversità. Il fatto che egli riesca ad «ap prendere» la lingua dei lunari, consistente nell ’ articolazione di note musicali, non è sufficiente per essere omologato alla loro natura «umana» ma serve solo a mutare presso i lunari la propria im magine da «bestia» a «selvaggio». I più accaniti critici di tale opi nione sono proprio i preti-lunari i quali sostengono che la posi zione eretta, a testa in alto, sia tipica delle bestie che implorano il cielo, mentre invece i lunari, che camminano su quattro zampe, sono felici. «Noi altri camminiamo a quattro piedi, perché Dio non volle affidare una cosa tanto preziosa a men solida positura, nel timore che, procedendo altrimenti, non capitasse bene per l ’ uomo [...]. Ma sdegnando di occuparsi della costituzione di questi due bruti [Cyrano è con un compagno di viaggio] li abbandonò al capriccio della natura, la quale, non temendo la perdita di sì poca cosa, li appoggiò su due zampe soltanto Osservate un po ’ , inoltre, com ’ essi abbiano la testa rivolta al cielo. Li ha posti così la penuria d ’ ogni cosa, in cui Dio li ha 99
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