Transizione 1989
Questa sorta di paradossale vincolo-libertà (perché ridurre per rappresentare è il limite ma la simulazione è anche libertà autoco sciente) in realtà riguarda non soltanto il corpo e la sua rappre sentabilità soggettiva ma anche il bio-medico e la relazione che intercorre tra quest ’ ultimo come attore e come oggetto di osserva zione nella rappresentazione sociale che egli stesso si dà all ’ interno di un più vasto insieme di rappresentazioni sociali. Ed è proprio a questo riguardo che ricompare il rischio che tutta la nostra ambivalenza si trasformi in ambiguità rispetto alla figura del medico e all ’ intervento delle tecnologie della vita (altro paradosso da indagare, quest ’ ultimo, se non altro quando appare più «scandaloso» far nascere che evitare di «far morire», vedi il cosiddetto accanimento terapeutico). Questo rischio si alimenta di una doppia e apparentemente di vergente configurazione: 1. da una parte, con una sorta di neo-sciamanesimo nei con fronti del medico attraverso una neo-baconiana conferma, de-ango- sciante perché rassicurante, di potere alla sua competenza specia listica; 2. dall ’ altra, con la rivendicazione neo-illuministica di un senso del limite che la ragione dovrebbe indurre alle opportunità tecno logiche, qui poste, faustianamente, quasi come se fossero dotate di anima nella loro autonoma progressione, quando una delle segnala zioni forti dell ’ impatto delle tecnologie della riproduzione umana riguarda proprio lo scacco della ragione intesa nel senso illumini stico. Tale configurazione è apparentemente divergente perché nell ’ uno e nell ’ altro caso siamo di fronte a processi di rappresentazione sociale in cui gli «oggetti» descritti (medico e tecnologie) sono definiti all ’ esterno della reciproca interazione con l ’ attore della definizione e perché in entrambi i casi ciò che sembra essere evo cato è un nuovo ricorso barche, a un principio primo che confi gura il carisma dello sciamano, esplicitandone e motivandone il potere, e che orienta, finalizzandolo, lo «spirito» tecnologico in solare autonomia, rappresentando sì, in questo caso, heideggeria- namente la tecnologia come una nuova metafisica. La riflessione critica sull ’ impatto sociale delle tecnologie ripro duttive non può farci dimenticare che questo impatto si dà in un sistema sociale e di significati in cui non esistono leggi interne alla tecnologia che la definiscano orientandola e leggi esterne, nel so 104
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