Transizione 1989
costruita dai nostri fantasmi, dai nostri pregiudizi e dal comodo ozio del volerli perpetuare ad libitum partendo dalle nostre pre sunzioni di eroi del pensiero puro. E forse uno dei modi per avviarsi in una direzione più consona può essere ricondurre la riflessione proprio alla chiave dell ’ ambi valenza corporea, in special modo se riferita al corpo sterile. Una delle facce di questa ambivalenza ci dice che la condizione che connette allo spazio e al tempo V abitare il mio corpo è data dal simultaneo poter essere abitato dal corpo attraverso la sco perta di un conferimento di senso che nella sua configurazione vi tale non è oltre il mio corpo ma vi appartiene come sfondo impre scindibile. Mente, volontà e corpo non sono connesse verticalmente ma circolarmente. Il corpo che sfugge non è un corpo che «non obbe disce» alla «volontà», ma un corpo che non facendosi volontà è costretto a smentire se stesso scoprendo un senso mancante da ri-costruire su altre basi esclusivamente col rinvìo alla «mente». In questa direzione si comprende anche ? àuto-accanimento di chi cerca un figlio «a ogni costo». Nessun «accanimento terapeu tico» da parte del medico e della tecnologia potrebbe sussistere senza quel requisito della soggettività corporea. Le tecnologie riproduttive sono accolte da chi le fruisce anche perché nella loro asetticità non inducono sconfessioni soggettive alla dimensione ambivalente del corpo ma la traducono in esito visibile, dotato di senso per quelle stesse soggettività. Sembrerà paradossale ma è proprio in questa costruzione-affida mento di senso, accolta perché inizialmente conseguita attraverso una strumentazione reificata, che il corpo riesce a distinguersi e differenziarsi dalle cose, dall Aggettività. Il corpo sterile è al mondo, mentre il corpo che supera la pro pria sterilità definisce il proprio mondo. Infatti l ’ ambivalenza che gli è propria travalica i confini della configurazione bio-fisiologica per definirsi come vitalità intenzionale che, certo, può configurarsi anche diversamente, ed è il caso di chi accetta apparentemente senza riserve o con altre opzioni la propria sterilità, ma può an che, con altrettanta legittimità, non farlo e accedere alla riprodu zione tecnologica. La possibilità che si scopre come mancante pesa molto di più della realtà che decide di auto-negarsi o auto-limitarsi. Senza contare che proprio a causa di quella ambivalenza il corpo 108
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