Transizione 1989
non si identifica col mondo, anzi ne richiede una distanza, una visibile differenziazione la quale, a sua volta, si configura come l ’ osservabile mediazione col mondo. Certo, la procreazione non è solo questo. Credo, però, che la sterilità sia anche la segnalazione della mancanza di tutto questo. L ’ esperire le proprie potenzialità che il corpo fertile sa di potersi consentire, anche se poi può non agirle, è già informare il proprio rapporto col mondo della dimensione della convertibilità del naturale in culturale. E il corpo deve scoprirsi anche come «frontiera dove il naturale si converte in umano» (Tinland, 1977, 8). Ed è la procreazione che diventando filiazione, genitorialità, parentela, rappresenta la modalità più forte con cui il corpo si separa e si differenzia dalla natura. Ecco perché il corpo rappresenta il luogo più emblematico di coincidentia oppositorum, per dirla con Le Breton (1984) o di visibile-invisibile , per dirla con Merleau-Ponty (1964). Corpo «frontiera» rispetto al mondo ma ad un tempo medium fondamentale per relazionarsi ad esso, ovvero per trascendere la propria «naturalità». Da questo punto di vista le tecnologie riproduttive sono sì «protesi», ma non solo rispetto alla fisiologia della riproduzione, lo sono anche (tanto più?) rispetto all ’ z#z#ztfg/«tfr/o procreativo, dimensione non indifferente per quel trascendimento. Certo, inferenze problematiche rispetto a questo percorso non mancano. Uno degli interrogativi che possiamo porci riguarda l ’ indotto, rispetto alla tecnologia, della distinzione husserliana (1960 e 1961) tra Kórper (corpo fisico) e Leib (corpo vivente) 8 . La domanda, cioè, è se e in che modo attraverso quelle tecnologie che intervengono sul Kòrper si riesca a recuperare il senso del Leib nell ’ unitarietà del fungere attivo degli organi e àeW esperirsi come corpo vivente, ma anche nell ’ unicità di quella esperienza. Paradossalmente si potrebbe dire che queste tecnologie, proprio perché intervengono in quel luogo biologico della riproduzione che è anche dimensione vitale di procreazione in modo inestricabile, potrebbero guadagnare al più senso di quanto non abbia fin qui fatto la medicina tradizionale la quale, infatti, ancora tutta interna all ’ antropologia dualistica, ha formalizzato la scissione tra Korper e Leib assumendo il primo come uno tra i tanti corpi pre senti in natura. 109
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