Transizione 1989

produzione di senso è indispensabile alla autoconsapevolezza del corpo. Ma la scelta di quale risposta dare non è consumata a partire da una Idea ma a partire da questa modalità del corpo di esperire se stesso nello spazio e nel tempo. Questo vuol dire che quella scelta non può essere indifferente alla maggiore o minore coerenza che le diverse opportunità espri mono rispetto a quelle dimensioni. Anche per tali considerazioni l ’ adozione non è assimilabile in alcun modo alla procreazione tecno logicamente assistita. E tanto più per questa formulazione di maggiore coerenza, cioè di più significativa produzione di senso, la cosidetta riprodu zione artificiale, dove è voluta, non segnala «scandali» soggettivi perché si configura per il corpo come conferma della propria verità, come recupero di una menzogna scoperta. Credo che la circolarità complessa, la co-evoluzione di soggetti e sistemi tecnologici in reciproca interferenza, sia tale da far in travedere per il futuro uno scenario in cui, presumibilmente, al di là delle costruzioni critiche che se ne potranno-dovranno dare, sempre maggiori saranno le adesioni alle opportunità tecnologiche, tanto più esse consentiranno la saldatura o la convergenza tra le dimensioni spaziale e temporale, ovvero tra la simultaneità e la virtualità, perché forme e modalità più complete per coniugare ad un tempo non solo Vesserei ma anche il farsi: forme sociali, en trambe, come è noto, centrali per conferire senso anche alla morte, conferimento necessario perché la vita possa dif-ferirne. Il segno distintivo del tempo biologico della riproduzione, oltre che da cogliere nel complesso intreccio col tempo sociale, è da assumere anche nella coincidenza che con esso si propone tra l ’ ordine temporale del prima e del dopo e quello esistenziale del possibile e del non-più-possibile o giammai possibile. Nel fluttuare di questa coincidenza risiede, a mio avviso, la valenza etica del corpo, inscritta nei suoi segni come modalità del suo ewerd e del suo farsi, modalità forse non condivisibili e cer tamente non omologabili, ma comunque eticamente non delegitti mabili, a meno di voler riproporre un registro di binarietà incon ciliabile tra corpo e spirito in una asimmetria definita da meta- categorie in grado di declinare, gerarchizzandole, le «ragioni» del corpo non pericolose per la «salvezza» dello spirito e quelle che, invece, attenterebbero ad essa. 112

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