Transizione 1989
Certo, in questa prospettiva occorre anche segnalare significati ve differenze rispetto al genere e talune problematicità rispetto alla scienza. Differenze rispetto al genere perché, come è noto, il tempo bio logico della riproduzione non si declina allo stesso modo per l ’ uomo e per la donna. Vale a dire che la diversa scansione, nel femminile e nel maschile, di quella coincidenza tra ordine tempo rale del prima e del dopo e ordine esistenziale del possibile e del non-più-possibile (si pensi solo alla teorica possibilità maschile di provare la propria capacità di fecondare anche in età «avanzata» e alla impossibilità femminile di provarsi fecondante dopo la meno pausa) propone necessariamente una molteplicità di differenze: rispetto al rapporto col proprio corpo, alla procreazione o al suo impedimento, allo stesso immaginario, alla rappresentazione delle tecnologie e alla eticità delle sceite. Fatta salva la legittimità piena, anche in questo caso, del rico noscimento del segno della differenza se riferito alla donna, forse dovremmo ricostruire anche l ’ orizzonte del maschile come diffe renza per capire meglio e più anche i possibili diversi comporta menti dell ’ uomo rispetto alle tecnologie della riproduzione. Se, infatti, riteniamo che non sia irrilevante la possibilità di una diversa declinazione del dopo temporale e del non-più esi stenziale, occorre anche chiedersi quale senso questo diverso spes sore annetta anche rispetto ai giudizi, oltre che alle scelte, e quale peso abbia il diverso immaginario che da ciò si produce. Occorre chiedersi, cioè, proprio in ordine a quella che abbiamo definito la convergenza, attraverso il corpo, dell ’ esperire non solo Vesserei ma anche il farsi, quali differenti connotazioni etiche la relazione col proprio corpo produca come conseguenza della ambivalente natura dell ’ immaginario che, infatti, non è solo possibilità di sconfinamento del reale, di estensione progressiva e infinita dello stesso, ma può anche essere rischio della defezione assoluta del reale medesimo. L ’ aspetto problematico di questa chiave di lettura rispetto alla scienza riguarda proprio la determinazione temporale. L ’ esperienza corporea, infatti, non è né geometrica né seriale. Nel suo esserci-farsi, il corpo, attraverso l ’ intenzionalità del suo agire, con verte i diametri spaziali di prossimità e di distanza in relazione, e quelli temporali deliberi e del domani in progettualità attraverso il permanente conferimento di senso agli eventi. 113
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