Transizione 1989

mantenimento della propria identità all ’ interno della catena delle generazioni, ma tende oggi a sfuggire al controllo delle reti fami liari. Le logiche d ’ azione riproduttive sono confrontate soprattutto all ’ interno della razionalità tipica dei modelli culturali della pro pria generazione. Infatti anche quando lo scambio con i genitori (con la madre soprattutto) appare emotivamente significativo, non è ad essi che si fa riferimento per le decisioni relative alla scelta del medico, dell ’ ospedale od alla accettazione di un tipo di terapia. Il modello prevalente di razionalità della cura relativa alla ri produzione prevede, da circa vent ’ anni, di rivolgersi allo specia lista saltando il medico di base. Ma anche, sempre più, ci si ri volge ad uno specialista di fiducia per l ’ iter normale della con- traccezione, della gravidanza e del parto; mentre si ricorre invece ad uno specialista più... «specializzato» per quel che riguarda problematiche che sono (o sono percepite) come più impegnative: tra queste, ormai, la cura della sterilità. La scelta dello specialista, che potremmo chiamare di secondo livello, è fatta seguendo criteri differenti, rispetto alla scelta del ginecologo di fiducia. In generale, e non solo per la riproduzione artificiale, si tratta di una scelta che tiene conto anche del fattore tecnologico: cioè delle attrezzature a disposizione e del livello di avanzamento della ricerca. E il livello di avanzamento della ricerca, per un utente tipo, ha come indicatori le tecnologie applicate e il successo del medico. Da questo punto di vista sembra opportuno riflettere su quanto, anche in Italia, almeno negli ultimi cinque anni, si sia affermata una rappresentazione sociale dei percorsi più avanzati della ricerca medica nei termini di successo dell ’ intervento, applicazione di tecnologie avanzate, successo dei ricercatori. Potremmo dire che mentre l ’ iter della ricerca ha al suo centro il dubbio metodologico che accompagna il problema di trovare una risposta, ciò che emerge a livello di mass-media e opinione pubblica sono la soluzione trovata e la sua possibilità di funzio nare per tutti i pazienti in base alla rilevante applicazione di tecnologia. Il messaggio prevalente veicolato dai mass-media, a questo proposito, sembra essere il seguente: — il problema è la sterilità; — la soluzione è la riproduzione artificiale; — i mezzi sono dati dalle tecnologie riproduttive. La semplificazione del messaggio rispetto al problema e ai suoi 150

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