Transizione 1989

risvolti è indubbia (Prodi, 1989), ma tuttavia ciò si colloca nella più generale rilevanza della scienza come discorso di senso ri spetto ai problemi della società. Anzi la riproduzione artificiale arriva già in un momento di crisi della fiducia nella scienza, sul versante tecnologico: perciò si riscontra molto spazio per il dibat tito, il dubbio, l ’ interrogazione. Tuttavia il linguaggio scientifico ha una rilevanza sociale così ampia da offrire quasi di per sé legittimazione alle applicazioni tecnologiche della ricerca. Un esempio di ciò, riguarda l ’ idea che la trasmissione del patri monio genetico sia un fattore considerato importante, nella scelta della riproduzione artificiale, perché viene così mantenuto un legame biologico almeno tra una parte della coppia e il figlio. In realtà possiamo ritenere che la percezione soggettiva del patri monio genetico da parte di un utente medio sia molto scarsa, anche se la penetrazione culturale del messaggio appare piuttosto ampia e rilevante. A noi sembra che, in un linguaggio del senso comune e della vita quotidiana, parlare di patrimonio genetico corrisponda ad una metafora dell ’ arcaico «il sangue non è acqua». Ma il camuffamento di un problema di tipo ancestrale attraverso il linguaggio scientifico è così alto, che quasi non ci rendiamo conto delle trasformazioni messe in atto: «il sangue non è acqua» ■si riferisce infatti soprattutto alla trasmissione paterna del nome in caso di certezza., di matrimonio, mentre nel caso dell ’ Artificial Insemination by Donor siamo di fronte all ’ esclusione esplicita del padre sociale e legale dalla trasmissione biologica; il padre biolo gico, a sua volta, appare socialmente assente; la sola madre tra smette sia il patrimonio genetico che la possibilità del nome pa terno. E il processo complessivo è socialmente reso evidente dalla presenza della medicina e dal fatto che si svolga in un contesto extradomestico: semmai il segreto professionale viene a sostituire quello tradizionalmente custodito dalla singola donna o dalla fa miglia. Non si può supporre, dunque, che il «sangue» possa essere quello paterno, nel senso di colui che dà il nome: bensì occorre supporre che vi sia una accettazione sociale della non sovrapposi zione tra trasmissione del nome e trasmissione del patrimonio ge netico paterno. In sintesi, la fiducia nella scienza e nelle sue soluzioni tecnolo giche sembra mediare molto l ’ accettazione della riproduzione arti ficiale, ma ne nasconde le implicazioni relativamente ai riferimenti 151

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