Transizione 1989

Tuttavia questi problemi non riguardano direttamente il diritto alla riproduzione, bensì i limiti della ricerca stessa e la deontologia medica. Sovrapporre le due aree di problemi (limiti della ricerca e diritti alla riproduzione) ci sembra piuttosto fuorviante. Infatti Tembrione mantenuto fuori dall ’ utero materno non im plica gli stessi problemi (sociali, etici, giuridici) di una gravidanza portata avanti da una donna: nel secondo caso esistono, infatti, connessioni fisiche, affettive e relazioni tra i due individui biologici, che non sono omologabili a quelle tra ricercatori e «prodotti del concepimento». Mentre la ricerca si inserisce nel corpo femmi nile nel tessuto embrionale e nelle relazioni interindividuali, come oggetto esterno e con logiche proprie. Perciò anche i tipi di respon sabilità relativi appaiono molto differenti. Le banche del seme sembrerebbero più facili da regolare giuridi camente come struttura medico-sanitaria che offre applicazioni già più collaudate; ma proprio perché più spesso esse possono mettere in atto, con tecniche semplicissime, interventi molto complessi nelle relazioni di parentela (si sono create la nonna-madre o la sorella-madre...), anche rispetto a queste strutture, emerge tutta la difficoltà di una regolazione giuridica. In esse infatti sembra apparire un diritto alla riproduzione come correlato indiscutibile della domanda di riproduzione artificiale. Ma in generale, chi accede ad una domanda di riproduzione artificiale, sembra portare con sé almeno la percezione di un diritto soggettivo ad avere un figlio. Un diritto negato dalla na tura, di cui si chiede riconoscimento alla scienza. In questo senso il diritto alla riproduzione è messo in questione dalla riproduzione artificiale. 2. Il diritto alla riproduzione nei suoi aspetti sociali e soggettivi Più volte, nel corso di questa esposizione, si è incrociato il tema del diritto alla riproduzione. Da un punto di vista giuridico si dibatte molto intorno alla sua evidenza ed alla sua possibile definizione: ma è indubbio che l ’ avere figli venga percepito a livello sociale come diritto inaliena bile. Ma di chi e rispetto a che cosa? Diritto della coppia sposata o della coppia che si riconosce la volontà di generare? Diritto della singola donna? Diritto di chi può per natura, o di chi vuole 154

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