Transizione 1989
mico dell ’ ovocita dei blastomeri. Queste metodiche hanno chiarito come la grande maggioranza delle cause di fallimento riproduttivo umano sia rappresentata dalla presenza di anomalie cromosomiche nel genoma dello zigote. Gli esperimenti eseguiti sul topo hanno dimostrato che è possibile estrarre un blastomero da embrioni a 4 cellule eseguirne l ’ analisi cromosomica e trasferire in utero le 3 cellule residue, ottenendo lo sviluppo di feti normali. Qualora questa metodica potesse venire applicata a coppie il cui rischio di trasmissione di patologia cromosomica a prole è molto elevata, la fertilizzazione in vitro diventerebbe l ’ unica tecnica in grado di porre diagnosi prenatali precocissime. Sull ’ opportunità di conti nuare l ’ indagine in questo senso, però, esiste una discordanza di opinioni tra gli stessi ricercatori, alcuni dei quali non ritengono al momento utile e conveniente applicare queste biopsie dell ’ em brione, visto il piccolissimo numero di successi che può essere in seguito ottenuto con gli embrioni scongelati. Sembrano accantonate completamente, in questo momento, le ricerche sulla clonazione e sulla ectogenesi. Della clonazione, si sa solo che è possibile negli anfibi, e che è forse possibile in alcuni mammiferi: nessuna esperienza è stata finora eseguita sui primati. Per quanto riguarda ‘ l ’ ectogenesi, esiste un ’ unica esperienza ese guita sin ora in campo umano, ed è quella che noi stessi abbiamo recentemente pubblicato. In questo settore però, le ricerche spe rimentali sono state sospese. Una delle peculiarità delle tecniche di fertilizzazione in vitro è quella di mettere nelle mani dei ricerca tori e degli scienziati, per un periodo di tempo abbastanza lungo, uova appena fecondate o embrioni nei primissimi stadi di sviluppo. È forse questa la ragione per cui i critici delle tecniche di ma nipolazione della fertilità tendono costantemente ad associare il termine «fertilizzazione in vitro» con il termine «ingegneria gene tica». Per il momento, e per molti lustri avvenire, questa associa zione deve essere considerata assolutamente assurda. Secondo la definizione data da Hotchkiss nel 1965, deve essere definito come intervento di ingegneria genetica quello che consente la modificazione dell ’ informazione genetica presente in una cellula attraverso l ’ introduzione in essa di altre informazioni genetiche. Le tecniche di ingegneria genetica sono state applicate in molti differenti settori e hanno consentito notevoli successi soprattutto nel campo dell ’ agricoltura e della veterinaria. 16
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