Transizione 1989
In campo umano le conquiste degli istituti genetici sono ben note: — l ’ identificazione di geni patogeni in soggetti portatori o nei quali la malattia non si è ancora espressa clinicamente; — la produzione di molecole di grande interesse terapeutico come l ’ insulina, l ’ HCG, il GH, gli interferoni, numerosi fattori di coagulazione. Ma l ’ ingegneria genetica sembra offrire soprattutto importanti novità per il futuro. La prospettiva alla quale la scienza e la medicina guardano con particolare speranza, non priva di qualche ombra di pessimismo, è certamente la gene-terapia. Ci si chiede, in effetti, se sarà possi bile in avvenire curare le 4.023 malattie genetiche conosciute fino ad oggi e determinate dall ’ alterazione di singoli geni. È possibile prevedere, in tempi relativamente brevi, (alcuni de cenni) un intervento nel settore di alcune malattie quali la emoglo- binopatia, l ’ emofilia, la Sindrome di Taisacs, la fenilichetonuria; è anche prevedibile un intervento nel settore della patologia tu morale, del diabete, della sclerosi multipla. In un avvenire più lontano, l ’ ingegneria genetica potrà avere come bersaglio l ’ uovo fecondato, portatore di gravi malattie genetiche. Non si può na scondere che l ’ ingegneria genetica evoca però risonanze affettive molto profonde, creando timori e fantasmi relativi ad un suo possibile impiego in senso «eugenico». Ci si chiede infatti se è possibile modificare il genoma di un soggetto in modo da ottenere un miglioramento e possibilmente in modo da trasmettere questo miglioramento nei discendenti. Negli animali, qualche risultato in questo senso è stato ottenuto. Sono stati prodotti topi capaci di sintetizzare l ’ emoglobina beta del coniglio e l ’ insulina umana; sono stati generati topi molto più grandi del normale; la produzione del latte di alcuni mammiferi è stata modificata. Sul piano del successo del ricercatore, indagini di straordinario rilievo. Proiettate sul telone sul quale si muovono e si agitano i nostri fantasmi, piccole ombre balbettanti di una ricerca ancora, malgrado le apparenze, estremamente empirica. Dice Nossal, Direttore del Walther and Elisa Hall Institute for Medicai Research di Melbourne: «allo stato attuale abbiamo solo nozioni estremamente schematiche sui processi della trasmissione ereditaria che governano configurazioni complesse di caratteri o — 17
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