Transizione 1989

soprattutto di penose conseguenze anche per i genitori. Ne è un esempio la spina bifida non epidermizzata. In tal caso appare nor male fare l ’ impossibile, ma purtroppo non si conoscono esempi di genitori che abbiano deciso di portare avanti la gravidanza. La «diversità genetica» è dunque veramente in pericolo, come teme Edgard Morin? Non bisognerebbe forse, piuttosto che urlare all ’ orrore richiedere a medici e pazienti l ’ ulteriore stress di doman darsi fino in fondo se è stato fatto veramente il possibile per ga rantire una vita «normale» ad un bambino «anormale»? Interrogarsi su questo problema significa in realtà ragionare in termini di «rispetto». Secondo E. Morin, il rispetto della diversità genetica degli indi vidui in seno ad una popolazione o ad una specie, aumenterebbe le resistenze della popolazione alle perturbazioni. Devo pertanto rite nere che il beneficio sociale del rispetto della specie dovrebbe dun que da solo bastare a giustificare la nascita di un bambino normale o mostruoso. Se così fosse, la diagnosi prenatale, che come tutta la medicina si configura in un ruolo sociale, avrebbe dovuto rassegnarsi al suo ruolo puramente predittivo, consentendo in questo modo l ’ equi librio della specie. La sua evoluzione è stata invece nel senso di un rispetto dell ’ individuo, con tutte le ambiguità politiche, reli giose e sociali ad esso legate. Ambiguità politico-economiche nel senso che la diagnosi prenatale è a tutt ’ oggi destinata ad una fetta di popolazione cosiddetta «a rischio», escludendo chi a rischio genetico potrebbe essere in quel determinato momento procreativo; ambiguità religiose, perché laddove non interviene la morale reli giosa a sostenere la vita ad ogni costo, il rispetto dell ’ anormale assume connotati ambigui, siano essi di eliminazione o di corre zione; ambiguità sociali nel senso che il rispetto dell ’ individuo (sia in termini di sopravvivenza che di eliminazione) non sempre corrisponde al rispetto del gruppo (la famiglia o la società) che lo accoglie. L ’ essersi allontanata dal suo iniziale ruolo di predittività, in virtù dell ’ evoluzione delle tecniche di intervento in utero e alla nascita, ha fatto sì che per la diagnosi prenatale e le persone in essa coin volte, medici e pazienti, il rispetto dell ’ individuo anormale trovi sempre più espressione nel mantenimento della vita attraverso la correzione o comunque nella eliminazione dell ’ anormalità. È interessante constatare come il potere di respingere nella 189

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