Transizione 1989

INTRODUZIONE AL DIBATTITO ETICO-GIURIDICO

Laura tenzoni Governatori

Il continuo progresso che ha caratterizzato in questo secolo la conoscenza scientifica e le sue applicazioni pratiche, si è avvertito soprattutto negli ambiti della ricerca che più da vicino toccano la vita materiale dell ’ uomo, come la medicina e la biologia. La rivoluzione permanente nella conoscenza scientifica e nella pratica tecnologica in questi settori non cessa di sorprendere, ma, incidendo profondamente sulla condizione umana, crea anche rile vanti problemi sociali e solleva questioni etiche di non sempre facile soluzione. All ’ interno del dibattito culturale suscitato dalla possibilità di manipolazioni genetiche e dalle pratiche di riproduzione artificiale umana si sono riproposte con forza le questioni dei limiti alla ricerca scientifica e delle modalità di esercizio del controllo sociale sulle attività di ricerca e sulle loro pratiche di applicazione. La libertà della scelta è certamente una libertà fondamentale; ma in suo nome possono gli scienziati sentirsi sottratti ai precetti e ai divieti di natura morale ! ? Si riconosce normalmente che non solo nel momento della ap plicazione tecnologica, ma sino dalla indagine di base la ricerca trova i suoi limiti intrinseci in alcuni grandi principi largamente condivisi. È possibile enucleare alcuni principi per il comportamento etico e giuridico che possiedono un elevato grado di evidenza e quindi di capacità di consenso quali, ad esempio, i principi di uguaglianza di trattamento, di generalizzazione, di non arrecare danno, di autonomia (per il quale l ’ uomo è sempre «scopo» e mai «stru mento»), di equità, di responsabilità e di tolleranza 2 . La loro evidenza e capacità di consenso risiedono, indubbiamen 195

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