Transizione 1989
tono una serie di interventi che sembrano fatti apposta per stupire e scandalizzare, cosa che è regolarmente avvenuta ad esempio con la fecondazione di una donna lesbica. Questo problema è troppo complesso per poter essere affrontato nei tempi che mi sono stati assegnati. Inoltre, il versante sociolo gico, giuridico e psicologico di questo intervento è molto più importante e intricato di quello biologico-medico — che è ele mentare. Di due scandali, invece, mi sembra opportuno discutere. Il primo scandalo riguarda il trasferimento di embrioni umani in uteri umani perfusi in vitro , a mio avviso, più che di uno scan dalo si tratta di un grosso infortunio politico. In effetti le critiche su questo esperimento furono fatte due anni dopo che l ’ esperimen to era stato eseguito e che lo stesso gruppo, il nostro, che aveva portato a termine la ricerca aveva autonomamente deciso di so spenderla. Di questa decisione era stata data comunicazione anche alla stampa, ed io stesso ero stato a più riprese intervistato sui motivi che mi avevano indotto ad interrompere le ricerche. La pubblicazione tardiva di notizie su questa ricerca fatta su un gior nale a rotocalco, attrasse l ’ attenzione di un nostro collega universi tario, certamente più attendibile come insegnante che come uomo politico, e forse più attento lettore di rotocalchi che di giornali scientifici. Il secondo scandalo, certamente molto più serio e importante del primo, riguarda la recente nascita di un bambino che, figlio gene tico di una donna non più giovane e del suo compagno, è stato ospitato durante tutta la gestazione nell ’ utero della figliola di questa donna. È in questo scandalo che si è riproposto il problema, già più volte emerso negli ultimi anni, delle madri portatrici o «mer cenarie». Questo fatto mi induce a fare due diversi tipi di considerazione. La prima considerazione riguarda la necessità di distinguere con estrema attenzione tra le cosiddette mercenarie che per denaro si rendono disponibili a portare a termine una gravidanza per conto di un ’ altra coppia, ospitando nel proprio utero un bambino a loro completamente estraneo, e quelle donne che eseguono lo stesso gesto ma esclusivamente per ragioni di affetto o di solidarietà uma na. Il primo caso mi sembra possa essere paragonato a quello di un atto di prostituzione del proprio corpo. Nel secondo caso, in vece, si tratta di un gesto oblativo, che riscalda dell ’ affetto di cui è intriso anche il bambino, non più quindi completamente estraneo 23
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