Transizione 1989
LA DIAGNOSTICA PRENATALE E LA TERAPIA FETALE
Luciano Bovicelli
L ’ applicazione di nuove tecnologie al controllo della gravidanza solleva numerose problematiche di ordine etico e legislativo. A differenza di quanto avviene con tutte le altre branche della medicina, l ’ ostetricia si confronta non con un singolo paziente, ma con un peculiare binomio biologico, costituito dalla madre e dal feto. In realtà, fino a non molto tempo or sono, questo era vero più su un piano teorico e astratto, che non sul piano pratico. Il feto era infatti inaccessibile a qualsiasi procedimento diagnostico e terapeutico per l ’ intera durata della gravidanza. Le stesse cono scenze scientifiche sulla vita prima della nascita erano estrema- mente limitate. Fino all ’ inizio di questo secolo, si dubitava che il feto fosse dotato di una attività cardiaca autonoma rispetto a quella materna. Ma la realtà clinica dell ’ ostetrico è oggi profondamente mutata. Sono entrate nel corrente uso clinico metodiche che permettono di visualizzare il feto, di studiarne gli organi interni, di prelevare campioni di sangue e altri tessuti. Per quanto la metodologia sia comprensibilmente più complessa sotto il profilo tecnico, è possibile usufruire di una semeiotica che non differisce di molto da quella applicabile ad un neonato. Sono oggi anche disponibili provvedimenti terapeutici di varia natura, medica e chirurgica, per trattare numerose condizioni patologiche fetali. Ma se il prodotto di concepimento assume questa nuova dimen sione, se diviene sotto molti aspetti un paziente, il cui stato di salute può essere valutato, e le cui malattie in una certa misura curate, si viene di conseguenza a stabilire una nuova rete di rap 27
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