Transizione 1989
natale, molte cardiopatie congenite sono del tutto prive di sintomi nelle prime ore di vita. Tuttavia, la progressiva chiusura delle vie della circolazione fetale (dotto arterioso, forame ovale) determina la comparsa di ipossia, cianosi e acidosi e quindi un rapido, tal volta subitaneo aggravamento delle condizioni cliniche del bam bino. A questo punto, la situazione diviene del tutto irreversibile. Anche nelle mani del più capace dei cardiochirurghi, il bambino è destinato a non sopravvivere, oppure a sopravvivere con signifi cativi danni cerebrali. Il trattamento delle cardiopatie congenite L ’ importanza di una diagnosi addirittura nel corso della vita intrauterina è pertanto evidente. In questo caso, si eviterebbero drammatici trasferimenti da un capo all ’ altro della nostra penisola di neonati già in condizioni precarie, perché sarebbe la madre ad essere trasferita, ed il neonato potrebbe immediatamente benefi ciare della immediata assistenza di una equipe pediatrica esperta e preavvertita; l ’ intervento chirurgico sarebbe precoce, e la pro gnosi molto più spesso favorevole. Come esempio di terapia fetale di efficacia provata possiamo citare la trasfusione fetale intravascolare. Sono abbastanza noti i problemi che conseguono ad una incom patibilità di gruppo tra i genitori. In alcuni di questi casi, può svilupparsi una grave condizione patologica che viene definita isoimmunizzazione Rh. Questa è caratterizzata dalla produzione materna di anticorpi che attraversano la placenta e distruggono i globuli rossi del feto, provocando una anemia spesso letale o gravi sequele neurologiche. La più recente innovazione nel campo del trattamento della isoimmunizzazione consiste nella exanguinotrasfusione fetale. Que sta viene realizzata mediante funicolocentesi: sotto controllo eco grafico, un ago sottile viene inserito per via transaddominale ma terna all ’ interno del cordone ombelicale. Si procede quindi alla trasfusione. Questa metodica, che è effettuabile fino da epoche estremamente precoci della gravidanza, e può essere agevolmente ripetuta più volte nel corso della gravidanza, consente di eliminare definitivamente tutti i danni fetali e neonatali conseguenti alla isoimmunizzazione. 33
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