Transizione 1989
Uropatie ostruttive congenite Tra le terapie intrauterine «innovative», citiamo qui la deriva zione delle uropatie ostruttive. Queste anomalie sono probabilmente meno note alla maggior parte del pubblico rispetto alle cardiopatie. Tuttavia, nel loro complesso, costituiscono un fenomeno altrettanto preoccupante. L ’ incidenza esatta di questi quadri non è chiara. Si ritiene che vari tra 1 : 200 e 1 : 1000 nati, ma è probabilmente superiore. La prognosi è molto variabile in rapporto al tipo di ostruzione, ma è ormai chiaro che la maggior parte dei feti con uropatie ostrut tive basse muore in utero o alla nascita. Queste anomalie sono anche responsabili di una considerevole porzione (10-20%) dei casi di insufficienza renale terminale che entrano in dialisi. È stata da più parti proposta una terapia prenatale di queste gravi anomalie, tramite l ’ inserimento per via transaddominale ma terna di un catetere di derivazione all ’ interno della vescica. Il ca tetere viene messo in comunicazione con la cavità amniotica, per mettendo la decompressione del tratto urinario dilatato e preve nendo in tal modo il danno renale. La casistica che è stata finora raccolta non è ancora sufficiente a stabilire con certezza assoluta l ’ efficacia di questo approccio. Tuttavia, in considerazione della gravità della prognosi di queste anomalie, sembra ragionevole offrire questo intervento alle coppie che lo desiderano. Malattie ematologiche e metaboliche congenite trattabili in epoca postnatale mediante trapianto di midollo Tra le terapie fetali sperimentali, vale a dire, tra quelle ipotiz zabili per un prossimo futuro, citiamo in primo luogo il trapianto di midollo. Il trapianto di midollo è stato proposto, ed attuato, per la cura di bambini o adulti affetti da diverse malattie ematologiche conge nite molto gravi, quali la talassemia e l ’ anemia falciforme, e alcune malattie metaboliche. Il principio di base di queste procedure con siste nel somministrare ad un individuo malato una popolazione di cellule emopoietiche provenienti da un individuo sano. Queste cellule, attecchendo e moltiplicandosi, produrrebbero gli elementi 34
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